Elezioni regionali in Basilicata, Matteo Salvini: Avete tempo per liberare la Regione dal Pd e la sinistra. Le opposizioni attaccano: Ha violato il silenzio elettorale. Ma cosa dice la legge?

Come accaduto in occasione delle elezioni in Sardegna e prima ancora in Abruzzo, anche del giorno della chiamata al voto in Basilicata il leader della Lega ha violato il silenzio elettorale con un messaggio condiviso sui propri profili social, una consuetudine che si pone sul filo del rasoio tra l’illecito e il lecito. Insomma, in un vuoto dato dalle nuove tecnologie che lasciano dubbi anche agli esperti.

Elezioni regionali in Basilicata, Matteo Salvini: “C’è tempo fino alle 23 per liberare la Basilicata da Pd e sinistra, fatemi e fatevi questo regalo”

Amici Lucani, siete andati a votare? E se sì, da dove? C’è tempo fino alle 23 per liberare la Basilicata da Pd e sinistra, fatemi e fatevi questo regalo!“, ha twittato Matteo Salvini lasciando pochi dubbi sul fatto che, seppur attraverso il proprio profilo – pubblico – abbia espresso un pensiero decisamente elettorale mirato a fare propaganda. Quella propaganda che, legalmente, i soggetti politici non potrebbero fare in alcun modo in occasione del voto.

Matteo Salvini
fonte foto https://twitter.com/matteosalvinimi

Le opposizioni insorgono contro Salvini

Inutile sottolineare come anche in questa occasione dalle opposizioni si siano levate voci decisamente critiche nei confronti del numero uno della Lega, accusato di non rispettare la legge nonostante la sua funzione di Ministro degli Interni, che dovrebbe portarlo a un comportamento più accorto e comunque al di sopra di ogni sospetto. Ma Salvini vìola la legge? Vediamoci chiaro…

Silenzio elettorale: la legge

Le norme sul silenzio elettorale sono specificate nella legge 4 aprile 1956 n. 212.

La legge in questione (Norme della disciplina della campagna elettorale) affronta il tema del silenzio elettorale all’articolo 9, in cui si specifica che il giorno prima e il giorno delle elezioni sono vietati comizi e riunioni in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Vietata anche l’affissione di stampati e altri manifesti di propaganda. La sanzione in caso di contravvenzione è economica.

Da un punto di vista logico-razionale è evidente che quella di Matteo Salvini sia senza ombra di dubbio propaganda, da un punto di vista legale il vuoto legislativo potrebbe rappresentare una valida via di fuga, anche alla luce del fatto che una pagina Facebook personale rappresenti uno spazio giuridicamente complesso da definire.


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