Un altro battibecco come protagonista il segretario del Pd, di nuovo contro il Terzo Polo.

Ancora scontri tra il Pd e gli ex dem del Terzo Polo. Dopo lo scambio di battute tra Matteo Renzi ed Enrico Letta arriva la volta di Carlo Calenda e +Europa. Ancora una volta l’attacco arriva dal segretario del Pd nei confronti dei centristi. “Mi sembra che sia chiaro ormai: il Terzo polo guarda a destra” ha detto Letta riferendosi all’ultima dichiarazione di Calenda sul futuro delle alleanze. “L‘alleanza con Pd non la farò: sennò l’avrei fatta prima. Un governo di larga coalizione, questo voglio fare. Serve un governo di Alleanza comune, mi auguro anche con la Meloni”.

Non esclude la possibilità di allearsi con nessuno purché ci siano i termini il leader di Azione ma con il Pd no memore del tradimento fatto dopo la firma del patto, ovvero la firma di un patto opposto con Fratoianni e Bonelli. Per questo ora Calenda e Renzi escludono un’alleanza politica con il Pd dopo il voto. Ma queste due dichiarazioni sono state fraintese e il leader del Terzo Polo corre ai ripari spiegando che il suo obiettivo sarebbe un “governo di unità nazionale possibilmente guidato da Mario Draghi” in cui farebbe parte anche FdI ma non che avesse intenzione di fare alleanze politiche con Meloni.

Carlo Calenda
Carlo Calenda

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Pd e +Europa contro Calenda e Renzi

Ma “non c’è spazio per un governo politico con sovranisti e populisti” specifica Calenda. Se ci sarà un’alleanza non sarà per affinità politiche ma per necessità come il governo attuale a guida Draghi. Ma Letta ha colto la palla al balzo per attaccare il Terzo Polo che sta recuperando consensi per insinuare il vero intendo di Calenda. “Chi vuole battere la destra ha un solo voto utile, quello per il centrosinistra. Tutti gli altri sono voti che in un modo o nell’altro aiutano le destre” ha annunciato agli elettori.

Calenda ha provato a chiuderla con una battuta: “Enrico Letta⁩ sei una specie di disco rotto“. Ma lo scontro non è finito arrivano i rinforzi da +Europa ex federati di Azione e ora in coalizione con il Pd. Sia i dem che i militanti della Bonino non hanno digerito lo strappo di Calenda. Il segretario di +Europa Benedetto Della Vedova ha detto che “se la coalizione vince non si cambiano le politiche del premier e non si cambia nemmeno Draghi”, o quanto meno “il suo modo di governare”. Però, ha precisato, “un governo con Meloni non lo capisco e non ha senso. Io la voglio battere alle urne”. E comunque, “chi ha avuto ossessione per Fratoianni dovrebbe averla decuplicata per Meloni e Salvini”.

Secondo Della Vedova “nei collegi uninominali vinceranno solo le due coalizioni” più grandi e quindi chi “si mette in mezzo” come Calenda e Renzi “fa un favore alla destra”. A sostenere questa tesi anche il dem Francesco Boccia che attacca Renzi e Calenda dicendo che “Non hanno possibilità di incidere nel quadro politico: votarli è come votare per Meloni”. La replica di Renzi arriva pungente: “non staremo di nuovo con il Pd che ha perso l’anima dopo aver cambiato idea su reddito di cittadinanza e jobs act possono cambiare il nome in M5s”.

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ultimo aggiornamento: 06-09-2022


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