Il 2 novembre 1976 Jimmy Carter vice le elezioni presidenziali. Sconfitto il presidente uscente, Gerald Ford, asceso alla Casa Bianca dopo le dimissioni di Nixon.

Le elezioni presidenziali del 1976 videro lo scontro tra Jimmy Carter e Gerald Ford.

Il candidato uscente Gerald Ford

Il Partito Repubblicano giunse all’elezione del 39° capo della Casa Bianca dopo il terremoto che portò alle dimissioni di Richard Nixon a causa del Watergate. Al suo posto toccò al vicepresidente, Gerald Ford, appunto, il quale però non faceva parte del ticket presidenziale del 1972 ma rimpiazzò Spiro Agnew, dimessosi l’anno successivo.

Lo sfidante Jimmy Carter

Il Partito Democratico decise di puntare su Jimmy Carter. L’ex Governatore della Georgia, Stato del Sud, era poco noto a livello nazionale quando ottenne la nomination. Se da un lato ciò poteva rappresentare un punto debole, al tempo stesso si sarebbe rivelato un punto a favore, dato che era estraneo alle logiche di potere di Washington.

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Il risultato del 2 novembre 1976

Il 2 novembre 1976 si recò alle urne il 53,6% degli aventi diritto. Lo spoglio determinò la vittoria del cosiddetto “oscuro” Governatore della Georgia. Era dai tempi di Zachary Taylor (eletto nel 1848) che un presidente statunitense non proveniva dal Profondo Sud.
Nel dettaglio, Carter ottenne due punti percentuali in più di Ford, tradotti in 297 Grandi elettori a 240. Il presidente uscente vinse in praticamente tutto l’Ovest e nelle zone industriali di Illinois e Michigan. Il futuro presidente capitalizzò il voto del Sud, dal Texas alla Florida, in Ohio e nell’Est (New York e Pennsylvania).

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