L’8 novembre 1988, il vice di Reagan, George Bush, vince le elezioni presidenziali. Netto il distacco per il candidato democratico Dukakis.

Le elezioni presidenziali del 1988 vedono la vittoria di George Bush, in continuità con la presidenza Reagan.

Il candidato repubblicano George Bush

L’ex direttore della Cia aveva tentato otto anni prima la corsa alla Casa Bianca ma alle primarie del Partito Repubblicano era stato sconfitto da Reagan il quale lo volle come vicepresidente, soprattutto per le grandi conoscenze in politica estera.
Nel 1988, dopo aver vinto facilmente le primarie, per George Bush si presenta la grande occasione per prendere la Casa Bianca. Scelse come vicepresidente il senatore dell’Indiana Dan Quayle, poco noto ma gradito ai conservatori.

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Il candidato democratico Dudakis

Il Partito Democratico puntò sul Governatore del Massachusetts Michael Dukakis. Il politico di chiare origini greche aveva risollevato le sorti economiche dello Stato dell’East Coast e sull’onda di questi risultati e di una crescente popolarità si era candidato per la nomination. Nelle primarie dell’Asinello vengono sconfitti gli altri candidati, tra cui Jesse Jackson, Richard Gephardt, Gary Hart e Al Gore.

L’esito del voto

Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America si svolsero l’8 novembre 1988. George Bush fu eletto presidente vincendo con il 53,37% del voto popolare e 426 voti elettorali. Bush fu il primo vicepresidente uscente a divenire presidente dal 1836, dopo Martin Van Buren. Dukakis ottenne appena 111 Grandi elettori, concentrati nella costa orientale (New York e Massachusetts) e nell’alto Midwest (Wisconsin e Minnesota).

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