Il 3 novembre 1992 Bill Clinton batte George Bush e riconquista la Casa Bianca per il Partito Democratico. Terzo il miliardario Ross Perot.

Il 1992 segna la vittoria di Bill Clinton e il ritorno dell’Asinello alla Casa Bianca dopo dodici anni.

Il presidente uscente Bush

Il Partito Repubblicano candidò naturalmente l’inquilino uscente della stanza ovale, George Bush, eletto quattro anni prima e alla ricerca del secondo mandato. La Guerra del Golfo gli conferì una grande popolarità e così la sua rielezione apparve scontata, tanto da spingere Mario Cuomo, uno dei democratici più autorevoli, a rinunciare alla corsa.

Lo sfidante dem Clinton

La corsa alla nomination per il Partito Democratico appariva come incerta e equilibrata. Tra i candidati c’era anche Bill Clinton, ex Procuratore generale e Governatore dell’Arkansas. Dopo un inizio in salita, il 46enne staccò i rivali nel Super Tuesday.

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Il voto, Ross Perot terzo

Mano a mano che ci si avvicinava al 3 novembre 1992, i problemi per Bush iniziarono a aumentare: l’economia rallentava e, soprattutto, il repubblicano sconfessò la promessa elettorale di non aumentare le tasse. Inoltre, la presenza di un terzo candidato, il miliardario Ross Perot, avrebbe drenato molti voti al GOP.
A livello nazionale, Clinton vinse con il 43% su Bush (37,4%) e Perot (18,9%). In termini di Grandi elettori il volto nuovo dem ottenne 370 preferenze, cento in più del quorum.

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