Elly Schlein e la svolta del Partito Democratico: nuove alleanze e posizioni sul Jobs Act, ecco cosa sta succedendo al centrosinistra.
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, imprime una decisa svolta alla linea politica del partito, orientando il Pd verso posizioni più affini a quelle del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. La direzione riunita nella giornata di ieri ha offerto un’agenda che segna un evidente avvicinamento ai temi cari all’ex premier, con una nuova visione su Ucraina e lavoro.
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Il Pd di Elly Schlein si avvicina al Movimento 5 Stelle di Conte
La linea tracciata da Elly Schlein appare sempre più in sintonia con quella di Giuseppe Conte, delineando una coalizione che punta a costruire un fronte comune su temi di rilevanza nazionale e internazionale.
Uno degli argomenti centrali del dibattito è stato il conflitto in Ucraina, tema su cui il Pd si è espresso con una posizione intermedia tra il pacifismo del leader pentastellato e l’atlantismo tradizionale del partito.
“Noi non siamo con Trump e col suo finto pacifismo e non siamo con l’Europa per continuare la guerra. Siamo con l’Europa per costruire una pace giusta”, ha dichiarato Schlein, sfoggiando un blazer celeste e una maglietta bianca.
Parole che segnano una convergenza con la posizione di Giuseppe Conte, critico verso l’interventismo e fautore di una soluzione diplomatica al conflitto.
La nuova posizione sul Jobs Act
Oltre alla politica estera, la segretaria ha affrontato un tema interno che divide profondamente il partito: il Jobs Act. La riforma varata dal governo di Matteo Renzi è stata oggetto di critiche da parte della base e di una parte della dirigenza, con i riformisti su posizioni distanti da quelle dell’attuale leadership.
“Noi supporteremo i referendum sul lavoro e sulla cittadinanza, con rispetto di chi non li ha firmati tutti ma la posizione del partito deve essere chiara. Tra quei referendum c’è quello sul Jobs act. Oggi siamo in un’altra stagione, nel Paese e nel partito, e una discussione l’abbiamo fatta, per fare passi avanti”, ha affermato Schlein, sottolineando come il Pd voglia riscrivere la propria identità politica con una maggiore attenzione alle istanze del mondo del lavoro.
A supporto di questa svolta, la segretaria ha voluto portare a Bruxelles figure indipendenti di grande prestigio come Cecilia Strada, figlia del fondatore di Emergency, e Marco Tarquinio, ex direttore di Avvenire, segnando una chiara direzione progressista.
Le reazioni interne al Pd
Nonostante il tentativo di ricompattare il partito, le nuove posizioni di Elly Schlein non hanno mancato di suscitare malumori tra i riformisti.
L’ex ministro Andrea Orlando, in passato vicino a Matteo Renzi, ha cercato di mediare, pur riconoscendo la necessità di una nuova linea politica: “Dobbiamo essere chiari nell’adesione al referendum, per non mettere a rischio il riposizionamento che ci ha consentito di ricostruire un rapporto con un pezzo del mondo del lavoro”.