Ema, possibile nesso tra trombosi rare e vaccino AstraZeneca, possibili limitazioni ad under 60

Ema, possibile nesso tra trombosi rare e vaccino AstraZeneca, possibili limitazioni ad under 60

La nuova valutazione dell’Ema su AstraZeneca e i casi di trombosi. Il rapporto tra effetti collaterali e benefici resta positivo, decidono i singoli Paesi.

AMSTERDAM (OLANDA) – E’ arrivata la nuova valutazione dell’Ema sul vaccino AstraZeneca e sui casi di trombosi registrati in diversi Paesi. L’agenzia europea del farmaco ha deciso di confermare le indicazioni date in passato. Nessuna nuova limitazione, quindi, a livello europeo. Le decisioni saranno prese dai singoli Paesi. Alle 18 del 7 aprile è stata convocata una riunione straordinaria dei ministri della Salute dell’Ue.

Vaccini

AstraZeneca e casi di trombosi, la conferenza stampa dell’Ema

In conferenza stampa l’agenzia europea del farmaco ha confermato il “possibile nesso tra i casi di trombosi e il vaccino AstraZeneca. I benefici, però, continuano a superare i rischi“.

“L’Ema ricorda agli operatori sanitari e alle persone che ricevono il vaccino di rimanere consapevoli della possibilità che casi molto rari di coaguli di sangue combinati con bassi livelli di piastrine nel sangue si verifichino entro 2 settimane dalla vaccinazione”, si legge nella nota dell’Agenzia. “Finora, la maggior parte dei casi segnalati si è verificata in donne di età inferiore a 60 anni entro 2 settimane dalla vaccinazione. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati“.

“Le persone che hanno ricevuto il vaccino devono cercare immediatamente assistenza medica se sviluppano sintomi di combinazione di coaguli di sangue e piastrine basse”, è l’invito dell’Agenzia europea.

L’Ema evidenzia come non sia stato rintracciato nessun nesso legato all’età dei soggetti.

Da parte dell’Ema nessuna nuova raccomandazione per l’uso del vaccino. La decisione, quindi, spetterà ai singoli Paesi.

Di seguito il video della conferenza stampa dell’Ema

Anche Londra valuta lo stop della somministrazione del faccino agli under 60

Anche le autorità sanitarie britanniche, che hanno sempre difeso a spada tratta l’efficacia e la sicurezza di AstraZeneca, valutano la sospensione della somministrazione del vaccino agli under 60, quindi alle persone con meno di 60 anni di età. Una decisione già presa e portata avanti dalla Francia, dalla Germania e dall’Olanda, ad esempio.

Vaccino Covid

La posizione dell’Italia

In attesa del giudizio dell’Ema, l’Italia ha deciso di procedere con la somministrazione del vaccino senza limitazioni, ma anche le autorità sanitarie nostrane, stando a quanto emerso, avrebbero preso in considerazione l’idea di sospendere la somministrazione di AstraZeneca agli under 60. Una scelta che ovviamente avrebbe serie ripercussioni sulla campagna di vaccinazione, che difficilmente sarebbe conclusa entro la fine dell’estate.

Delle limitazioni ad AstraZeneca ha parlato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “i casi di trombosi sono pochi, ma sembrano avere un minimo comun denominatore: donne sotto i 60 anni. È giusto che questi pochi casi vengano controllati e che l’Ema dia indicazioni sicure. Ogni ente regolatorio può adottare decisioni più restrittive, ma credo sia il momento di adottare una linea comune in tutta Europa. Altrimenti si crea confusione e la popolazione non capisce“, ha dichiarato Sileri a Cartabianca.

Il governo non vuole procedere con limitazioni senza divieti espliciti da parte dell’Ema, ma se si dovesse procedere con una decisione europea l’Italia dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di fermare la somministrazione del vaccino almeno agli under 65.

Pierpaolo Sileri

Roberto Speranza: “Dobbiamo fidarci delle nostre istituzioni”

Prima del nuovo giudizio dell’Ema su AstraZeneca, il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato la sua piena fiducia nell’Ema e nell’Aifa, le due Agenzie di riferimento per quanto riguarda la valutazione dei vaccini.

Penso che dobbiamo fidarci delle nostre istituzioni, sono fatte di scienziati e tecnici che hanno dedicato la loro vita a queste materie. Poi abbiamo a che fare con un virus nuovo e con vaccini che sono stati messi in commercio da pochi giorni, è evidente che la scienza deve continuare a monitorare“, ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza ai microfoni di DiMartedì.Io mi fido di Aifa e Ema, penso che sapranno darci le risposte giuste ma non dimentichiamo mai che il vaccino è la vera strada per chiudere questa stagione difficile di restrizioni”.