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Emanuela Orlandi: sentita la vicepreside della sua scuola
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Emanuela Orlandi, i diari e la scuola: chi ha parlato adesso in Commissione

Emanuela Orlandi - Pietro Orlandi

Un nuovo step sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Sentita in Commissione la vicepreside della scuola.

Nuovo passaggio nell’attività della Commissione bicamerale d’inchiesta che sta esaminando i casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Dopo i risvolti in merito ad un flauto apparso dai Ris, ecco che i commissari hanno ascoltato Maria Nazzarena Di Marcantonio, che nell’epoca della scomparsa di Emanuela era insegnante di francese e vicepreside del Convitto nazionale ‘Vittorio Emanuele II’ di Roma, l’istituto frequentato dalla ragazza.

Pietro Orlandi
Pietro Orlandi – newsmondo.it

Emanuela Orlandi: la vicepreside in Commissione

Nel corso dell’audizione, come riferito dal Corriere della Sera e da Leggo, l’ex docente ha ripercorso il periodo scolastico di Emanuela, fornendo ai commissari alcuni ricordi legati alla personalità e al rendimento dell’alunna. Il quadro restituito è quello di una studentessa che, dal punto di vista scolastico, “non andava benissimo”, ma che non rappresentava motivo di particolare apprensione per gli insegnanti. Secondo la Di Marcantonio, infatti, la ragazza “non destava preoccupazioni”.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al carattere di Emanuela e al suo rapporto con il personale docente. L’ex vicepreside l’ha descritta come una giovane “molto riservata” e ha ricordato il comportamento che manteneva con i professori, definito costantemente “rispettoso”.

I diari scolastici e gli altri studenti

Durante l’audizione, i commissari hanno inoltre chiesto chiarimenti su alcuni elementi emersi nel corso degli anni e, in particolare, su alcune frasi contenute nel diario di Emanuela e ricordate durante la seduta. Di Marcantonio ha spiegato di non avere “idea” a quali riferimenti potessero rimandare quelle parole.

La docente ha poi precisato di non sapere che cosa gli studenti scrivessero sui rispettivi diari. Ha però ricordato una consuetudine diffusa tra i ragazzi dell’istituto: “Ognuno scrivesse sul diario dell’altro anche cose scherzose o goliardiche” era infatti, secondo il suo ricordo, un modo di fare conosciuto all’interno della scuola.

Le dichiarazioni dell’ex vicepreside aggiungono così un ulteriore elemento alla ricostruzione della vita scolastica di Emanuela Orlandi negli anni precedenti alla sua scomparsa.

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ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2026 11:20

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