Continuano gli scavi alla Casa del Jazz dove si spera di poter trovare informazioni utili anche sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi.
Stanno andando avanti gli scavi sotto la Casa del Jazz per quanto riguarda il caso di Paolo Adinolfi ma anche per quanto potrebbe riguardare la scomparsa di Emanuela Orlandi. In questo senso, a fornire alcuni aggiornamenti è stato il fratello della ragazza sparita nel nulla nel mese di giugno del 1983, Pietro, presente proprio nel luogo degli scavi.

Emanuela Orlandi: procedono gli scavi nella Casa del Jazz
Sono ripresi gli scavi alla Casa del Jazz a Roma per le ricerche dei resti del giudice Adinolfi ed Emanuela Orlandi. Gli inquirenti che, ormai da diversi giorni, stanno effettuando sopralluoghi nei sotterranei dell’edificio, hanno trovato un punto di accesso alla galleria nascosta. Al momento non sono arrivate notizie ufficiali e, quindi, è difficile sapere cosa si aspettino di trovare al suo interno. A fornire alcuni dettagli sulla situazione è stato Pietro Orlandi, fratello della ragazza scomparsa ormai oltre 40 anni fa.
“Sembra ci sia qualcosa”: l’attesa per l’autorizzazione
Intervenuto ai microfoni di Fanpage, Pietro Orlandi ha spiegato quale sia l’attuale situazione alla Casa del Jazz: “Hanno fatto un foro per superare un muro di cemento armato, ma serve un permesso della sovrintendenza per sfondare la struttura e proseguire”. E ancora: “Stanno aspettando l’autorizzazione della sovrintendenza per proseguire e al momento stanno mettendo in sicurezza quanto scavato finora. Hanno fatto un buco alla fine della famosa scalinata, che era stata murata con una porta di cemento. Ora dovranno andare oltre, ma potrebbe essere che davanti ce ne sia un’altra. L’importante adesso è riuscire a creare un varco […]”.
Pietro ha anche aggiunto: “Io sono contentissimo che dopo 42 anni ci sia del movimento. Partito per una questione che riguardava il giudice Adinolfi, però le situazioni e i personaggi sono legati. E infatti tutti, dal Prefetto in giù, mi sembrano convinti dell’importanza di andare a vedere che cosa c’è là sotto. Come se abbiano l’impressione che ci sia qualcosa, cosa, però, non si sa”.