Il mistero attorno alla scomparsa di Emanuela Orlandi continua ad essere fitto. Il “carceriere” della pista inglese è morto in un incidente.
Mentre si cercando possibili indizi e informazioni con gli scavi nella Casa del Jazz a Roma anche in merito al caso della scomparsa Emanuela Orlandi, ecco che sulla vicenda di cronaca ci sarebbe un altro particolare potenzialmente importante. Il “carceriere” per la pista inglese della ragazza vaticana, Vittorio Baioni, è morto in un incidente. A confermarlo anche Pietro Orlandi via social.

Emanuela Orlandi: morto presunto “carceriere” Vittorio Baioni
Il mistero nel mistero: un altro tassello si inserisce nel già intricato caso della scomparsa di Emanuela Orlandi. Infatti, Vittorio Baioni è morto in un incidente con la moto in Libia. Ex militante di estrema destra vicino ai Nar, è deceduto nel Sud della Libia. Il suo nome era finito al centro del caso della ragazza vaticana nel giugno del 1983. Infatti, secondo la pista inglese sarebbe stato il suo “carceriere” a Londra.
La querelle tra Pietro Orlandi e Vittorio Baioni
La morte di Baioni è stata confermata via social anche da Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, che in prima persona aveva fatto il nome dell’uomo in passato. Pietro Orlandi aveva raccontato di essere stato contattato via internet da un uomo che si presentava come un ex appartenente ai Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) e che si sarebbe identificato proprio come Vittorio Baioni.
In quella circostanza sarebbe venuto a galla come questo uomo gli avrebbe fornito dettagli inediti sulla sorella con presunti riferimenti e collegamenti al Regno Unito e anche ad una presunta detenzione in un istituto in Inghilterra. Successivamente, però, le comunicazioni tra Pietro e l’uomo vennero interrotte. Successivamente proprio Baioni fu individuato dalla Comissione d’Inchiesta sul caso e dopo aver dato disponibilità ad essere ascoltato si impegnò a smentire ogni coinvolgimento diretto o indiretto nella vicenda.