Durante un’intervista rilasciata di recente, è stato raccontato un episodio riguardante la vita di Emanuele Filiberto.
Dopo aver parlato di Putin ormai mesi fa, Emanuele Filiberto è ritornato al centro dell’opinione pubblica a causa di alcune dichiarazioni rilasciate di recente da una persona a lui vicina. E la conferma è arrivata proprio dal diretto interessato.
Tutto è iniziato da alcune allusioni fatte da Gustav Thöni, leggenda dello sci italiano che ha raccontato proprio di una visita ricevuta dai Savoia nel suo albergo ai piedi dello Stelvio. Cosa che però non gli era concessa, essendo in quel periodo (1974) attivo l’esilio dall’Italia.

Le parole di Emanuele Filiberto
La voce riportata sopra, e a sua volta ripresa dal Corriere, è stata confermata proprio dal diretto interessato: “Nel caso specifico, se Gustav lo racconta e lo scrive, è sicuramente vero. Un racconto magnifico“.
Poi, l’aggiunta: “Mio padre era un grande appassionato di sport. E non potendo entrare in Italia, la voglia di incontrare un campione come lui era ancora più forte dell’esilio. Avrà preso una macchina e sarà andato a complimentarsi, un gesto stupendo. Le frontiere non possono esistere quando lo sport è bello e importante. Era giusto fare uno strappo“.
La confessione sull’esilio violato
Poi, la precisazione su quante volte effettivamente sia avvenuta questa violazione: “Altro che una volta sola, l’abbiamo fatto tutti. Gli sconfinamenti sono stati tanti. Io stesso sono entrato più volte in Italia con mio padre. In Valle d’Aosta per vedere il Castello di Sarre, a Torino per pranzo, in Sardegna. Piccoli viaggi. Andavamo nei ristoranti“.
Gli sconfinamenti in questione sono stati raccontati in maniera piuttosto semplice. Dalle gite in Sardegna nel 1997 agli atterraggi a Linate. Tutti episodi che sono stati definiti come confinati ad una zona grigia. Episodi che sono stati tuttavia confermati proprio dal diretto interessato.