Emissioni auto: il Parlamento Europeo approva vigilanza più severa

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In attesa dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio Europeo, la nuova normativa sulle emissioni inquinanti impone test più severi per tutti i paesi membri dell’UE.

Nuova stretta sulle emissioni auto da parte dell’Unione Europea. Come riferisce un’agenzia dell’Ansa, il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva un sistema di vigilanza e controlli più severo in merito al processo di omologazione delle auto, al fine di consentire l’applicazione uniforme del regolamento in tutti gli Stati Membri.

Nuove regole sulle emissioni auto a partire dal 2020

La nuova normativa UE sulle emissioni è stata approvata con una larga maggioranza (574 voti favorevoli, 83 contrari e 16 astensioni); il prossimo step burocratico per la definitiva entrata in vigore è rappresentato dall’approvazione da parte dell’altro organo legislatore dell’Unione, il Consiglio. Una volta ottenuto il via libera definitivo, il nuovo regolamento sarà applicabile dal primo settembre 2020.

Secondo il testo approvato dal Parlamento dell’UE, la nuova normativa prevede maggiori controlli e sanzioni molto severe per ogni veicolo non omologato. Ogni paese membro dell’Unione sarà chiamato ad effettuare un numero minimo di test per le emissioni inquinanti: in particolare, i controlli dovranno scattare ogni 40.000 nuove immatricolazioni. Almeno il 20% dei test dovrà essere relativo alle emissioni di CO2. Nei paesi in cui il numero di immatricolazioni non è particolarmente elevato, il nuovo regolamento imporrà un minimo di cinque controlli all’anno.

Emissioni Auto
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Sanzioni più severe e controlli più frequenti

In aggiunta, la stessa Commissione Europea avrà il diritto di effettuare dei controlli e potrà infliggere sanzioni fino a 30.000 euro per ogni veicolo non conforme ai parametri di omologazione. Le nuove norme imporranno anche un diverso regime di controllo, al fine di stabilire se un veicolo è in grado di mantenere costante il valore delle emissioni per tutto il suo ciclo ‘di vita’; saranno soggetti a revisioni regolari anche i centri di prova dove vengono effettuati i test. Nel caso in cui il possessore di un veicolo non conforme sia costretto a sostenere spese di riparazione, il nuovo regolamento prevede un risarcimento, fatta eccezione per il caso in cui il costruttore decida il richiamo della vettura.

Il provvedimento preso dall’Unione Europea punta, naturalmente, ad impedire che in futuro si verifichi un nuovo dieselgate (che di recente ha visto una perquisizione presso gli uffici della BMW). L’intento, rafforzando i controlli, è quello di prevenire che i costruttori aggirino le norme vigenti, che impongono precisi limiti di emissione da rispettare necessariamente per ottenere l’omologazione. Infatti, i costruttori saranno anche obbligati ad informare le autorità competenti per l’omologazione dei veicoli a motore dell’eventuale presenza di difetti o irregolarità che pregiudicano la conformità del mezzo alle norme vigenti. Sarà poi dovere degli stessi costruttori porre rimedio alle irregolarità, apportando misure di correzione oppure richiamando i veicoli ‘difettosi’.

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ultimo aggiornamento: 23-04-2018

Redazione Napoli