L’azienda italiana sospende l’acquisto del carburante da Mosca in linea con Stati Uniti e Gran Bretagna.

Dopo aver approvato insieme agli altri stati europei, le sanzioni da parte dell’Ue, l’Italia si allinea alla sospensione dell’acquisto del petrolio russo con Stati Uniti e Gran Bretagna. L’azienda energetica Eni non comprerà più il greggio da Mosca. Eni infatti non ha stipulato nuovi contratti d’acquisto con il Paese come ha dichiarato in un comunicato. “Eni ha sospeso la stipula di nuovi contratti relativi l’approvvigionamento di petrolio e prodotti petroliferi dalla Russia”.

In attesa di provvedimenti più concreti come annunciati da Draghi da parte del governo sull’approvvigionamento dell’energia per far fronte alla crisi, l’azienda osserva da vicino le vicende del gas. La guerra in Ucraina ha peggiorato la situazione del caro bollette per quanto riguarda il gas e anche il carburante. Molte categorie sono in sciopero come pescherecci e autotrasportatori e molte aziende sono costrette a sospendere la produzione a causa dei costi alle stelle. Anche per le famiglie e le abitazioni l’aumento del gas diventa un problema sempre più serio. Il governo sta facendo di tutto per mettere a punto nuovi modi per reperire il gas e sganciare la sua dipendenza dalla Russia. Una dipendenza che il nostro paese come altri paesi occidentali ha creato a discapito di ciò che succedeva a livello geopolitico. “La quota di gas russo è aumentata molto negli ultimi 10-15 anni, anche dopo l’invasione della Crimea. Questo dimostra una sottovalutazione di politica estera e internazionale” ha fatto presente il premier.

impianto petrolio
impianto petrolio

Bonus 2022: tutte le agevolazioni, chi può richiederle e come si possono ottenere

Eni colpisce l’economia russa

Nell’immediato Draghi ha comunicato di intervenire sul piano economico. “L’Iva sarà ridotta al 5 per cento per le utenze del gas e il governo ha destinato 16 miliardi per sostenere le famiglie a causa dei rincari delle bollette del gas”. Nel frattempo il colosso italiano Eni ha deciso di non sottoscrivere contratti con la Russia sul petrolio e derivati. Un duro colpo all’economia russa che si trova già molto in crisi. L’esportazione del petrolio e degli idrocarburi è la principale entrata per la Federazione.

L’azienda trova subito negli Emirati Arabi Uniti un nuovo facile alleato che hanno deciso di aumentare la produzione. Il petrolio a differenza del gas è più facilmente sostituibile dato che viaggia via nave e non legata a gasdotti.

Riproduzione riservata © 2022 - NM

ultimo aggiornamento: 10-03-2022


A maggio a Parma ritorna Cibus, nessun espositore dalla Russia

Le sanzioni alla Russia colpiscono anche le criptovalute