Con il Covid-19 le entrate tributarie hanno registrato una perdita di oltre 5 miliardi in Italia, e anche in Europa le cifre non sono positive. Vediamole insieme.

Il Coronavirus ha segnato tutto il mercato nazionale Italiano. Visto il periodo difficile per l’intero Paese il governo ha deciso di andare incontro ai cittadini e alle imprese che, durante il lockdown, si sono ritrovati fermi e con obbligo di domicilio, senza le liquidità necessarie per far fronte alle spese imminenti. Per riuscire nell’intento di ripresa economica lo Stato, con il Decreto Liquidità, il Decreto Cura Italia e anche con il Decreto Rilancio, ha sospeso e posticipato molti versamenti di tributi, contributi e ritenute.

Questo ha fatto sì che, nel primo trimestre del 2020, le entrate tributarie abbiano subito un calo di ben 5,651 miliardi per il periodo gennaio-aprile rispetto all’anno 2019. Le entrare erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 123,730 miliardi e il calo in percentuale è del -4,4%.

Un settore che ha subito lo stop forzato dal governo è sicuramente quello del gioco d’azzardo. Le entrate relative al gioco ammontano a 3.268 milioni di euro e sono pari al -17.1% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019. Un calo astronomico se si pensa che ci sono molti casinò online nuovi reperibili sul sito imiglioricasinoonline.net che potevano facilmente aumentare il rendimento del settore. Il blocco del comparto giochi del 21 marzo 2020 ha gravato in maniera importante sull’intero settore del gioco online. In particolare il gioco del lotto risulta essere il più sofferente con una perdita di 400 milioni di entrate tributarie e una percentuale che si aggira al -20% rispetto al 2019.

Banconote
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Entrate tributarie: la situazione in Italia

 In generale in Italia, nel mese di marzo, il gettito è diminuito del -7,3% e il distacco è diventato a 2 cifre ad aprile con un -22,1%. Queste cifre hanno fortemente influenzato il risultato finale del primo trimestre. Ma qual è la causa? Certamente il Decreto Legge del 17 marzo 2020 art 23, che ha disposto che venissero rinviati i versamenti contributivi e tributari degli esercenti attività professionali, in impresa o arte, domiciliati in zone colpite maggiormente dall’emergenza sanitaria.

Si parla di una bella fetta della popolazione che comunque dovrebbe continuare ad essere supportata dalDecreto Rilancio del governo. Infatti la situazione dei commercianti e degli industriali non sembra migliorare dopo il lockdown. Le polemiche sulla ripartenza sono molte, ma Conte scommette sul piano Rilancio.

Entrate tributarie in Europa

Per quanto riguarda la situazione in Europa, il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) ha pubblicato un bollettino delle Entrate Tributarie Internazionali che contiene l’analisi del periodo gennaio-febbraio-marzo del gettito fiscale, riscosso non solo in Italia ma anche in Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna, confrontandolo con lo stesso periodo dell’anno 2019.

Quest’analisi è molto approssimativa, poiché tiene conto solo del mese di marzo senza contare aprile, periodo di pieno lockdown che sarà stato sicuramente decisivo per tutti gli stati presi in esame e non solo. Tuttavia fornisce una fotografia generale della situazione, influenzata dal primo mese impegnativo di marzo, quando il virus ha iniziato a presentarsi in quasi tutto il mondo, trasformandosi in pandemia.

Il report del MEF sottolinea come le primissime misure contro la crisi economica, portata dal COVID-19, abbiano avuto l’effetto di ampliare le variabilità dei trend delle entrate rilevati nei diversi Paesi. La Spagna ha ottenuto un buon tasso di crescita, il migliore dell’analisi, pari al +8,3%. La Francia ha avuto una decrescita del -5.8%, mentre gli altri paesi sembrano più stabili: Germania (+3,5%), Irlanda (+1,1%), in pari il Regno Unito e un -0,5% per il Portogallo che risulta molto preoccupante visto il +10,3% dello stesso periodo del 2019.

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