Il 26 settembre 1927 nasceva Enzo Bearzot. Cuore granata, dal 1975 al 1986 ha allenato l’Italia, vincendo il Mondiale.

Enzo Bearzot era nato a Aiello del Friuli il 26 settembre 1927. Detiene tuttora il record di presenze alla guida della Nazionale con 104 panchine. E’ morto nel 2010.

Dal campo alla panchina, nel segno del Toro

Esordisce nel Pro Gorizia, in Serie B, prima di essere notato dall’Inter, dove però gioca poco. Tre anni al Catania. Nel 1954 viene acquistato dal Torino. Due anni dopo è di nuovo all’Inter (27 presenze); una sola stagione in nerazzurro a cui segue ancora il Torino: sette stagioni in granata prima di appendere gli scarpini al chiodo.
Da qui inizia la carriera da allenatore, come assistente di Rocco e Fabbri. Nel 1968 allena in prima il Prato, in Serie C.

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Enzo Bearzot e la Nazionale

In seguito entrò nei quadri federali, inizialmente come allenatore delle giovanili (Under-23 all’epoca), ma presto venne promosso assistente di Ferruccio Valcareggi nella Nazionale maggiore e quindi vice del suo successore, Fulvio Bernardini. Nel 1975 viene nominato commissario tecnico.
Bearzot costruì la selezione azzurra sulla Juventus: i bianconeri costituivano l’architrave della Nazionale, da Zoff a Cabrini, da Scirea a Bettega, da Gentile a Rossi.
Nel Mondiale ’78 gli azzurri giocano un gran calcio ma mancano di poco la finalissima. Agli Europei giocati in casa, nelle fasi finali l’Italia si fermò alla semifinale.
Il capolavoro di Bearzot è il Mondiale di Spagna: partiti senza i favori del pronostico e con pesanti critiche da parte della stampa, gli azzurri giocano in crescendo, battendo Argentina, Brasile, Polonia e Germania Ovest, trionfando a Madrid.
Lascerà la Nazionale dopo il fallimento della spedizione messicana.

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ultimo aggiornamento: 26-09-2020


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