Il 18 maggio 1988 si spegneva Enzo Tortora. Ideatore di Portobello, il conduttore televisivo è stato vittima della malagiustizia. Aveva 59 anni.

Era la mattina del 18 maggio 1988 quando Enzo Tortora moriva nella sua casa di Milano. Era malato di un tumore polmonare, che lo aveva costretto a lasciare al conduzione di Giallo. Aveva 59 anni.

Enzo Tortora, dalla Ds a Portobello

Nato a Genova nel 1928, si avvicinò al mondo televisivo dopo la laurea in legge, entrando in Rai a 23 anni. La prima apparizione in video risale al 1956, come valletto di Silvana Pampanini. Dopo “Telematch” sarà la trasmissione “Campanile sera” di Mike Bongiorno a lanciare Enzo Tortora come conduttore. Allontanato dalla Rai, vi rientra tre anni dopo. Dal febbraio 1965 e fino al 1969 condusse La Domenica Sportiva, trasformandone radicalmente il format in collaborazione col regista Gianni Serra, anche attraverso l’introduzione degli ospiti, per la prima volta presenti in studio.
Il 1977 è l’anno di Portobello. La trasmissione, inizialmente prevista in seconda serata e successivamente spostata in prima dato il gradimento, batté ogni record di share realizzato fino a quel momento, sino alla soglia dei 26 milioni di spettatori, circa il 47% dell’intera popolazione italiana.

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Il calvario giudiziario

La vita di Enzo Tortora cambia all’alba del 17 giugno 1983 quando i carabinieri lo arrestano con l’accusa di traffico di droga e associazione camorristica. Sulla base delle dichiarazioni di un pentito della Camorra, fu condannato. Viene assolto dalla Corte di Cassazione nel 1987. Divenuto simbolo della malagiustizia, è eletto eurodeputato nelle fila del Partito Radicale.


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