Un esoscheletro per tornare a camminare, quando la realtà è meglio della fantascienza

Un esoscheletro per tornare a camminare, quando la realtà è meglio della fantascienza

Si chiama HAl ed è prodotto dall’azienda Cyberdine l’esoscheletro che permetterà a chi ha problemi di paralisi di tornare a camminare.

Il prototipo è già stato utilizzato negli ultimi nove mesi, presso l’istituto Brooks Rehabilitation in Florida. Qui ha aiutato le persone con paralisi degli arti inferiori a imparare a camminare di nuovo. Il nuovo esoscheletro robotico di Cyberdyne si chiama Hybrid Assistive Limb (HAL).

Innovazione al servizio della scienza con un esoscheletro innovativo

Stumenti simili esistono già sul mercato. Ma a differenza di altri esoscheletri assistivi, che camminano automaticamente mentre i pazienti spostano il loro peso, HAL rileva i movimenti di specifici muscoli che i pazienti stanno cercando di muovere e li assiste nel movimento, assecondando gli impulsi che cercano di dare ai loro muscoli, secondo la rivista IEEE Spectrum.

Esoscheletro HAL cyberdynbe

Un passo in avanti per l’umanità

Ad esempio Danny Bal, secondo quello che possiamo leggere su IEEE Spectrum, è stato colpito da un’auto e ha perso l’uso nelle gambe. È una delle 18 persone che hanno usato l’esoscheletro HAL per imparare di nuovo a camminare, pagando 24.000 dollari di tasca propria per un programma di 60 sessioni. Negli Stati Uniti infatti nessuna assicurazione copre questo tipo di cure. Nel 2019, altri cinque ospedali non ancora annunciati cominceranno ad utilizzare HAL di Cyberdyne per la cura dei pazienti.

Come funziona l’esoscheletro HAL?

HAL è in grado di determinare che qualcuno sta cercando di camminare raccogliendo i segnali nervosi attraverso una serie di elettrodi sulla parte posteriore delle gambe. Analizza quel segnale e determina dove il cervello di quella persona sta cercando di dire alle gambe di andare. La differenza rispetto agli esoscheletri assistivi “tradizionali” è che questi si limitano semplicemente a muovere un passo in una direzione e a un’andatura predefinita. HAL invece permette movimenti più fluidi e naturali. Infatti aiuta “semplicemente” le gambe a raggiungere il punto che il cervello indica attraverso i suoi impulsi.

Visto che è la persona e non l’esoscheletro a guidare il movimento, il cervello del paziente può imparare di nuovo come ci si sente muovere un passo.

La vera sfida però arriva dopo. Secondo i ricercatori infatti alcuni segnali neurali sono in grado di superare le lesioni e raggiungere le gambe. In questo caso il feedback prodotto da HAL può aiutare le persone a imparare a camminare di nuovo senza l’aiuto di un esoscheletro. Insomma, HAL, grazie alla tecnologia, può insegnare a camminare nuovamente da soli a persone che, fino a poco tempo fa, potevano farlo solo grazie all’aiuto di macchinari.

Fonte foto copertina e foto articolo: cyberdyne.jp