Il 21 giugno 1964, a Madrid, la Spagna di Villalonga vince l’Europeo piegando 2 a 1 la Nazionale sovietica, campione in carica. Decisivo un colpo di testa di Marcelino nel finale.

Dopo l’edizione del 1960, il Campionato europeo successivo lievita nell’interesse e nella partecipazione: ai nastri di partenza delle qualificazioni si presentano 28 formazioni, tra le quali Italia e Inghilterra, an­cora assente la Germania Ove­st.

Europeo 1964, verso la fase finale

Ci sono numerosi campioni da ammirare, primi fra tutti Suarez ed Eusebio, poi Asparukov, Hamrin, Ole Madsen e il grande Di Stefano. Agli ottavi di finale si assiste a match molto equilibrati tra andata e ritorno: l’Italia di Fabbri viene eliminata dai campioni in carica dell’Urss, l’Ungheria fa fuori i tedeschi dell’Est, la Spagna elimina a fatica l’Irlanda del Nord, la Svezia piega la Jugoslavia; avanzano Francia e Danimarca.

Le semifinali

Dopo i quarti di finale, si va in Spagna, che ospita le ultime fasi dell’Europeo. Il 17 giugno si disputano le semifinali: a Barcellona i sovietici spazzano via la Danimarca di Sorensen con un netto 3 a 0; a Madrid i padroni di casa hanno la meglio sull’Ungheria di Albert solo ai tempi supplementari. Peraltro, il ct Villalonga è nel mirino della critica poiché ha preferito puntare su giocatori più muscolari, silurando le stelle del Real.

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Spagna-Urss 2-1

E così, il 21 giugno 1964, a Madrid, si gioca la finalissima. Come quattro anni prima, il generale Franco vorrebbe ritirare le “Furie Rosse”, non riconoscendo i sovietici ma questa volta le pressioni sono alte e una eventuale vittoria avrebbe un significato propagandistico eccezionale. Le formazioni agli ordini dell’inglese Holland:
Spagna: Iribar, Rivilla, Olivella, Calleja, Zoco, Fusté, Amancio, Pereda, Marcelino, Suárez, Lapetra.
URSS: Yashin, Chustikov, Shesternev, Mudrik, Voronin, Anichkin, Chislenko, V.Ivanov, Ponedelnik, Korneev, Khusainov.
I sovietici appaiono fin dall’inizio assolutamente fuori condizione: subiscono gol già al 6′ da Pereda, che scaglia in rete un potente destro che fulmina Yashin. Dopo due minuti Schussanov, favorito da una incertezza di Iribar, impatta. Nella ripresa la Spagna si dimostra superiore e nel finale vincono con un colpo di testa di Marcelino.


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