Conte sull’ex Ilva: “Scudo penale solo se ArcelorMittal rispetta gli impegni”. La trattativa entra nel vivo, l’Italia è disposta a concessioni importanti.

Inizia la settimana calda della trattativa tra il governo e ArcelorMittal. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha confermato la sua disponibilità a ripristinare lo scudo penale ma a patto che la società rispetti gli impegni presi con lo Stato.

Ex Ilva, Giuseppe Conte: “Scudo penale solo se ArcelorMittal rispetta gli impegni”

Intervenuto ai microfoni de il Fatto Quotidiano, il premier Giuseppe Conte ha fatto il punto della trattativa con ArcelorMittal.

“Soltanto se Mittal venisse a dirci che rispetterà gli impegni previsti dal contratto(produzione nei termini previsti, piena occupazione e acquisto dell’ ex Ilva nel 2021) potremmo valutare una nuova forma di scudo”.

Il Presidente del Consiglio ha poi confermato un incontro i rappresentati della società. Dovrebbe trattarsi di un incontro che, nel bene o nel male, sarà decisivo almeno per quanto riguarda il ruolo di Mittal nella vicenda. Dentro o fuori. Nel caso in cui la società dovesse confermare il ritiro dall’Italia lo Stato aprirà una battaglia legale dagli esiti incerti. Per questo motivo la speranza di tutto il governo è che Arcelor resti a Taranto procedendo con l’acquisto dell’ex Ilva.

Intanto scorse ore sono emerse quelle che sarebbero le condizioni dell’offerta che Conte vorrebbe presentare ai rappresentanti della società.

Giuseppe Conte
Fonte foto: https://www.facebook.com/Cameradeideputati/

Matteo Salvini, “Conte, Di Maio e Zingaretti sono irresponsabili”

Sulla questione è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini che ai microfoni di Lady Radio ha fatto sapere che si recherà a Taranto quando la soluzione sarà risolta.

Non è mancato poi un attacco al governo giallorosso, accusato di irresponsabilità.

“Ora vado a dire che Conte, Zingaretti e Di Maio sono irresponsabili? E’ così, ma gli operai hanno bisogno di lavoro, pane, stipendio, futuro, non di colpevoli, per cui stiamo lavorando per una soluzione. Ma adesso è l’Ilva, poi rischia di essere Alitalia, poi la tassa sulla plastica, la tassa sullo zucchero, poi sulle cartine delle sigarette, sui diesel Euro 3: non si va avanti così”.

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