Un ex membro dell’amasciata USA è stato condannato per il reato di violenza sessuale commesso in più occasioni.
Dopo la diciassettenne ingannata e violentata dagli amici, un altro caso di violenza sessuale ha occupato le prime pagine di cronaca. Al centro dell’inchiesta in questione, questa volta ci è finito un ex membro dell’ambasciata USA. Il reato di violenza sessuale in questione è stato commesso in più occasioni, al fronte delle quali l’ex membro dell’ambasciata statunitense dovrà rispondere di pesanti accuse.

Ex dipendente dell’ambasciata statunitense accusato di violenza sessuale
Durante lo scorso 2025, l’uomo è stato condannato per quattro capi d’accusa di abuso sessuale aggravato su minore, un capo d’accusa per tentata coercizione di minorenne. Inoltre, pende a suo sfavore un capo d’accusa di tentato ostacolamento della giustizia.
Il motivo per cui questo caso è così delicato, riguarda l’appartamento in cui viveva l’uomo. Oltre ad essere il luogo in cui ha commesso questi crimini, era riservato all’uso del personale diplomatico statunitense, e quindi sotto la stessa giurisdizione statunitense.
Il modus operandi dell’aggressore era sempre lo stesso. Mentre sua moglie non era a casa, l’uomo era solito chiamare le ragazze sullo stesso cellulare che aveva dato loro in dotazione. All’epoca dei fatti, le ragazze avevano un’età compresa tra i 13 e i 15 anni.
La dichiarazione delle famiglie delle vittime
In seguito alle indagini, è stato reso noto come le ragazze avessero presentato delle dichiarazioni leggere durante la sentenza. In queste dichiarazioni hanno confessato non solo il loro evidente trauma in seguito a quanto subito, ma anche la paura di eventuali ripercussioni in caso di scarcerazione.
Ma proprio a questo proposito, la dichiarazione di Kelly Hayes, procuratore degli Stati Uniti per il Distretto del Maryland, è stata piuttosto chiara: “Il nostro messaggio è chiaro: coloro che approfittano dei nostri figli pagherà un prezzo alto“.