F1, Autodromo di Monza: servono 70 milioni di euro

F1, Autodromo di Monza: servono 70 milioni di euro

Molti sono i lavori da rifare per salvare il Gran Premio d’Italia F1 situato nel circuito di Monza. Ecco le parole più importanti.

Dopo il Gran Premio d’Italia di F1 appunto sul circuito di Monza che ha registrato cifre da record con 336 mila presenze nei tre giorni è ora tempo di pensare al futuro. Servono oltre 70 milioni di euro di finanziamenti per rimettere in sicurezza l’impianto, con la costruzioni di sottopassi pedonali per evitare pedoni ed auto insieme, ma anche la modifica del manto stradale, la ristrutturazione delle tribune, e altre modifiche più o meno vaste all’autodromo.

Angelo Sticchi Damiani presidente ACI presenta il progetto, ma ecco le parole come riportate al milano.corriere.it della direttrice del circuito, Alessandra Zinno: “Siamo pronti per affidare l’appalto per la progettazione definitiva delle opere più urgenti sicuramente le priorità sono i sottopassi carrabili e ciclopedonali e il rifacimento della pista“.

Giuseppe Redaelli, presidente di SIAS parla così invece, sempre come riportato dal corriere.it: “Non arriveremo in tempo per il Gran Premio 2023, ma saremo pronti per il 2024 che sarà un anno importante“.

Alessandra Zinno, continua: “Sono quelli dettati dal codice degli appalti e poi bisogna fare i conti con gli impegni del circuito che non può fermare l’attività“.

Charles Leclerc, Ferrari, al GP di Monza nella foto: Charles Leclerc

Il bilancio e il litigio

Il bilancio rimane estremamente positivo nel Gran Premio d’Italia F1 situato nel circuito di Monza, il prefetto Patrizia Palmisano ne parla così: “Un grande lavoro di squadra per gestire un evento eccezionale è come se Monza avesse triplicato i suoi abitanti in tre giorni e inoltre abbiamo gestito l’arrivo del Presidente della Repubblica con un piano di sicurezza ad hoc.”

Conclude così come riportato sempre dal milano.corriere.it: “Qualcosa è migliorabile come il deflusso del dopo gara, ma soprattutto bisogna realizzare le strutture per creare percorsi diversi per pubblico e auto“.

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