F1: il budget cap non funziona, ecco tutta la verità

F1: il budget cap non funziona, ecco tutta la verità

Le problematiche legate ai costi non inclusi nel budget cap minano l’equilibrio finanziario delle scuderie di F1.

In F1, il tetto di spesa, noto come “budget cap”, era stato introdotto per garantire una competizione più equa e sostenibile tra le scuderie. Tuttavia, nonostante l’intento di limitare le spese eccessive, emergono criticità significative relative ai costi non soggetti a tale regolamento. Questo fenomeno si manifesta chiaramente nel vibrante mercato dei piloti e dei tecnici.

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Il mercato dei piloti F1 e il budget cap: un equilibrio precario

Recentemente, abbiamo assistito a movimenti di mercato sorprendenti, come il passaggio di Lewis Hamilton alla Ferrari e le tensioni interne in Red Bull che coinvolgono figure come Christian Horner e Adrian Newey. Questi cambiamenti hanno scatenato un effetto domino nel paddock, mostrando come le grandi manovre finanziarie continuino a influenzare il mercato.

Nonostante l’esistenza del budget cap, le squadre di vertice come Mercedes e Ferrari continuano a negoziare contratti multimilionari per assicurarsi i migliori talenti, sia in pista che fuori. Queste operazioni, spesso al limite della decenza finanziaria, riflettono come i limiti imposti non siano sufficienti a frenare le spese più significative.

Le spese escluse dal budget cap e le loro conseguenze

L’escalation delle spese in aree non regolamentate dal budget cap mina l’intento di questo strumento normativo. Mentre il limite agli emolumenti è pensato per contenere le spese, i migliori talenti continuano a essere oggetto di offerte faraoniche che le scuderie più modeste non possono eguagliare.

Per esempio, si vocifera che Verstappen abbia ricevuto un’offerta da Mercedes che rasenta i 150 milioni di dollari a stagione, una cifra paragonabile al budget totale annuale di alcune scuderie. In questo scenario, il divario economico tra i team si amplia, contrariamente agli obiettivi di equità promossi dal budget cap.

La sostenibilità economica, tanto decantata nelle dichiarazioni ufficiali, è messa a dura prova da queste dinamiche. Le scuderie sono costrette a gestire una quantità di denaro che, nonostante le regolamentazioni, si avvicina ai livelli pre-budget cap. Questa situazione pone interrogativi etici significativi riguardo alla legittimità di tali spese.

Inoltre, Zach Brown ha sollevato preoccupazioni sulle restrizioni del budget cap che impediscono investimenti in iniziative di sostenibilità ambientale e sociale. La necessità di un regolamento tecnico che favorisca materiali e processi sostenibili è diventata sempre più pressante, alla luce dei costi non regolati che minacciano la stabilità finanziaria dei team meno abbienti.