Fabio Borini, l’evoluzione di un jolly (adesso) imprescindibile

Criticato, fischiato, discusso: Fabio Borini si è preso una bella rivincita sui suoi detrattori. E adesso è un punto fermo della squadra di Vincenzo Montella.

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Pochi milioni (tra l’altro ancora da spendere), rendimento altissimo. Fabio Borini ha ormai conquistato tutti, anche i più scettici, ovvero coloro che avevano gridato quasi allo scandalo alla notizia del suo arrivo (in prestito con obbligo di riscatto fissato a 6 milioni di euro) dal Sunderland. Invece, l’ex Parma e Roma, lavorando e sgomitando, ha saputo ritagliarsi il suo spazio, o meglio, la sua maglia da titolare. Già, perché Fabio è uno dei pochi ad avere il posto fisso (dopo esserselo guadagnato, ovviamente) in questo Milan pieno zeppo di precari e giocatori in crisi d’identità.

Serie A. 13esima giornata: Napoli-Milan sabato 18 novembre al San Paolo

Fabio Borini corre per due (anche tre-quattro), lotta, ripiega, difende e attacca. A destra o a sinistra, poco importa. Fa il terzino, l’ala, l’esterno alto nel tridente offensivo. Insomma, dove lo metti sta, senza fiatare né… rifiatare: un giocatore buono per ogni stagione, pardon, posizione. In soldoni, un vero e proprio jolly. E pazienza se lo stile (di gioco, s’intende) non è il suo forte: per lui parlano i chilometri percorsi, tanti, tantissimi.