Nel 1976, sull’asse Milano-Torino, avviene uno scambio importante: Fabio Capello lascia la Juventus per andare in rossonero, mentre Romeo Benetti fa il percorso inverso.

Fabio Capello ha toccato i punti più alti della sua carriera di allenatore in rossonero dal 1991 al 1996, conducendo il Milan degli Invincibili a vincere quattro scudetti (di cui tre consecutivi) e una Champions League. In precedenza, il tecnico di Pieris aveva svolto il ruolo di dirigenza, continuando il suo lungo percorso con il Diavolo, iniziato nel 1976. Fabio Capello, negli Anni Settanta, era una delle più forti mezzali della Serie A: il friulano militava nella Juventus e per un quadriennio fu una delle colonne della Nazionale. Storico il gol di Wembley con la vittoria dell’Italia sull’Inghilterra…

“El Tigre” rossonero

In quegli stessi anni, con la maglia del Milan dominava a centrocampo Romeo Benetti, mediano di grande temperamento e forza fisica. Il centrocampista veneto, fortemente voluto da Nereo Rocco, vinse una Coppa delle Coppe e due Coppa Italia, non riuscendo però a vincere lo scudetto. Nel 1975, a causa della “guerra” tra il presidente Buticchi e Rivera (il presidente lo voleva cedere al Torino in cambio di Claudio Sala, ndr), Benetti assunse i gradi del capitano. Poi, l’anno dopo, fu la volta della cessione con l’arrivo di Duina alla presidenza del Milan.

Lo scambio Fabio Capello-Romeo Benetti

Benetti, nonostante andasse per i 31 anni, godeva di una forte considerazione cosicché Giovanni Trapattoni, allenatore della Juventus, lo volle a tutti i costi in bianconero, dove peraltro “Roccia” aveva militato per una stagione in rossonero. Pertanto, il Milan procede allo scambio tesserando Fabio Capello, che aveva 30 anni. Alla fine, si rivelò una trattativa interessante per entrambe le formazioni: Benetti divenne una colonna dei bianconeri mentre Fabio Capello fece da chioccia alla giovane formazione di Nils Liedholm che nel 1979 riuscì a vincere la tanto agognata Stella

Juventus milan

ultimo aggiornamento: 19-07-2017


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