Genova, l’Anac avverte: c’è il rischio di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione del ponte.

A lanciare l’allarme sui rischi di infiltrazioni mafiose nel processo di ricostruzione del ponte di Genova è stato il presidente dell’Anac Raffaele Cantone. Le libertà previste dal Decreto possono essere usate dalla malavita per infiltrarsi nella ricostruzione del ponte o nelle attività secondarie, come ad esempio lo smaltimento dei rifiuti.

Genova, falle nel Decreto: c’è il rischio di infiltrazioni mafiose

Intervenuto di fronte alle commissioni Trasporti e Ambienti della Camera, il numero uno dell’Autorità nazionale anti-corruzione ha analizzato il decreto per Genova mettendo in risalto le falle che potrebbero consentire alla criminalità organizzata di infiltrarsi con discreta facilità nella macchina operativa che dovrà occuparsi della costruzione del nuovo ponte che attraverserà la città di Genova.

Ponte Morandi
fonte foto https://twitter.com/MediasetTgcom24

Raffaele Cantone: “La deroga a tutte le norme extrapenali comporta anche la deroga al Codice antimafia”

Cantone ha espresso preoccupazione soprattutto per la “deroga a tutte le norme extrapenali che comporta anche la deroga al Codice antimafia e alla relativa disciplina sulle interdittive” . Sarebbe questa la criticità più evidente del Decreto, una porta secondaria che potrebbe consentire alla criminalità organizzata di inserirsi senza troppe difficoltà.

Particolare attenzione al Commissario straordinario

Particolare attenzione sarà riservata anche al lavoro del Commissario straordinario, cui è stata concessa la deroga a tutte le norme dell’ordinamento italiano a eccezione, ovviamente, di quelle penali. Si tratta di un caso unico nella storia dell’Italia che dovrà essere gestito e trattato con particolare attenzione al fine di evitare scomodi precedenti.


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