Svolta nel caso della famiglia nel bosco e le vicende legate all’affido dei tre bambini minorenni. Cambia la presidente del Tribunale.
Si torna a parlare della famiglia nel bosco e questa volta non per questioni legate a nuovi scontri tra i genitori del tre bambini da loro allontanati e le assistenti sociali ma per una svolta che riguarda il Tribunale dei minorenni che dovrà decidere appunto del destino dei ragazzini e, di conseguenza, anche dei coniugi.

Famiglia nel bosco: cambia la presidente del Tribunale dei minorenni
Importante novità per quanto riguarda le vicende della ormai nota famiglia nel bosco, in provincia di Chieti. Infatti, in queste ore è cambiata la guida del Tribunale per i minorenni dell’Aquila finito sotto i riflettori per il caso del nucleo separato a Palmoli. Il Consiglio superiore della magistratura ha nominato come nuovo presidente Nicoletta Orlando, ex deputata del Pci-Pds che andrà a sostituire Cecilia Angrisano, che ha raggiunto il fine mandato di otto anni e che ora è in attesa di assegnazione.
La presidente uscente, per chi ha seguito la vicenda da vicino, era finita nell’occhio del ciclone dopo la decisione di sospendere la responsabilità genitoriale alla coppia anglo-australiana composta da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion a cui furono tolti i bimbi poi portati in una casa famiglia a Vasto.
La perizia e la preoccupazione per i bambini
Intanto l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, come riferito da Adnkronos ha parlato del caso della famiglia mostrando parecchia preoccupazione per la salute psicologica ed emotiva dei tre bambini tolti ai genitori e ospiti da oltre due mesi nella casa-famiglia di Vasto. “La perizia indipendente realizzata dall’equipe di psichiatri della Asl Lanciano Vasto Chieti conferma, infatti, lo stato di disagio e sofferenza dei minori segnalato dalla madre Catherine Trevallion”.
Nella stessa perizia si parla dell’importanza dei genitori a livello emotivo per i bambini: “[…] L’interazione con i genitori risulta valida e questi rappresentano per loro un valido riferimento emotivo”. Un fattore di cui si dovrà tenere conto in sede giudiziaria.