Le vicende della famiglia nel bosco all’ordine del giorno: Nathan Trevallion, padre dei tre figli allontanati dai genitori, ha rotto il silenzio.
Solamente pochi giorni fa si era parlato di Catherine, la mamma della famiglia nel bosco, e dei suoi presunti scatti di rabbia e tensione per tutta la vicenda. Ora, a rompere il silenzio, è stato Nathan Trevallion, il padre dei tre ragazzi portati via dai genitori e messi, per il momento in un istituto. Intervistato da La Stampa, l’uomo ha spiegato il suo personale momento e ha descritto anche il quadro dello stato dei suoi figli.

Famiglia nel bosco: Nathan Trevallion rompe il silenzio
Non è un momento facile per Nathan Trevallion, padre dei ragazzi della cosiddetta famiglia nel bosco. L’uomo è stato separato dai suoi figli ma in qualche momento sta riuscendo a vederli: “Sono tutti estremamente felici nel vedere che il loro papà è venuto a trovarli”, ha fatto sapere parlando con La Stampa.
“Ci abbracciamo, ci baciamo con grande affetto. Ripeto loro continuamente che papà li adora”, ha aggiunto l’uomo. Parlando poi dei ragazzi e dei loro cambiamenti da quando sono stati portato in un istituto: “Cosa è cambiato? La loro incapacità di concentrarsi. Sono in uno stato costante di agitazione e ansia. A volte litigano fra di loro, cosa che prima non facevano”.
Come stanno i bambini nell’istituto
Nathan ha poi aggiunto particolari in merito allo stato psicologico dei figli: “Sono spesso arrabbiati l’uno con l’altro e, quando per me arriva il momento di andare via, cercano di fare qualcos’altro, come se volessero sfuggire a ciò che provano. In quei momenti avverto la grande tristezza che c’è in loro. È come se volessero dirmi di non capire perché il loro papà deve tornare a casa da solo e lasciarli lì”.
Non sbilanciandosi sul rapporto con i servizi sociali e augurandosi che i tre figli possano presto tornare a casa, l’uomo ha poi aggiunto: “Io posso raccontarle ciò che vivo tutte le volte che vado a trovarli. Quando li lascio, uno di loro a volte rompe le cose che ama di più, litiga con i fratelli, anche con la sorella gemella a cui lui è molto legato. Lei invece piange e si arrabbia per ogni cosa quando vede il padre allontanarsi per tornare a casa. Poi c’è la più grande, 8 anni, che tende a contenere più degli altri la sua tristezza e la sua rabbia, ma inizia a mordersi le dita sino a farle diventare rosse”.