Fari bixeno: cosa sono e come funzionano

Fari bixeno: cosa sono e come funzionano

Sia i proiettori allo xenon che i fari bixeno producono un fascio luminoso più potente rispetto a quelli alogeni.

I fari (sia anteriori che posteriori) sono dispositivi presenti su ogni autovettura, senza eccezioni di sorta. Il motivo è che assolvono un ruolo di rilievo per la sicurezza di chi si trova alla guida e per i passeggeri. In condizioni di scarsa visibilità, infatti, i gruppi ottici consentono di migliorare la visuale e individuare gli altri veicoli o ostacoli presenti sulla carreggiata, oltre a rendere il veicolo visibile agli altri utenti della strada. Grazie al costante sviluppo tecnologico sono ormai numerosi i tipi di fari montati sulle vetture di serie: si va dai ‘classici’ alogeni passando per i più recenti proiettori a LED fino ai fari allo xeno: vediamo di seguito di cosa si tratta.

Cosa sono i fari allo xeno

I fari allo xeno sono proiettori che utilizzano il gas xeno (o xenon) per produrre il fascio di luce. Dal punto di vista tecnico, le lampade xenon sono costituite da un bulbo in vetro (o in quarzo) a forma di arco, tant’è che si possono dividere in proiettori ‘ad arco lungo‘ e ‘ad arco corto‘, a seconda della lunghezza del bulbo tubolare. Alle estremità di quest’ultimo si trovano due elettrodi di tungsteno.

Dal punto di vista storico, questo tipo di tecnologia è stata sviluppata a metà Novecento, tra gli anni Quaranta e Cinquanta. La sua diffusione, però, è piuttosto recente: il primo modello di auto di serie a montare fari allo xeno è stata la BMW E38, ovvero la terza serie della Serie 7, la berlina alto di gamma della Casa tedesca. I proiettori allo xeno vengono impiegati anche in altri ambiti (soprattutto proiettori cinematografici e strumentazioni scientifiche da laboratorio).

Come funzionano i fari bixeno

I fari bixeno sono proiettori che realizzano le luci abbaglianti e anabbaglianti tramite lo stesso modulo di proiezione: in genere, grazie ad un diaframma mobile si può modificare la regolazione del fascio luminoso. In altre parole, la sola differenza che passa tra un gruppo ottico allo xeno e uno bixeno è che il secondo comprende abbaglianti e luci di profondità. In tal modo è possibile sintetizzare due configurazioni differenti nel medesimo spazio di proiezione. Gli elementi fondamentali di un proiettore allo xenon sono: il bulbo caricato a gas, il ballast (ossia l’apposito circuito elettronico) e il sistema di riflessione o proiezione.

Il funzionamento del dispositivo è piuttosto semplice: il ballast accende la miscela di gas presente nel bulbo di vetro mediante un impulso ad alta tensione (al massimo 30 kV). In tal modo, si genera una scintilla tra i due elettrodi del bulbo che permette alla lampadina di raggiungere rapidamente la potenza massima di esercizio (35 W). L’impianto elettrico dell’auto genera una tensione continua che, per mezzo di un collegamento a ponte, fa funzionare la lampada allo xeno; l’intero circuito è dotato di sistemi di sicurezza e controllo. I fari bixeno di più recente generazione si caratterizzano per la completa schermatura del sistema e un involucro esterno saldato a laser.

Fari Auto
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Fari bixeno difettosi: le possibili cause e come rimediare

Ci sono diversi fattori che possono provocare un malfunzionamento nei proiettori allo xeno; i principali sono: la mancanza di un collegamento di massa o dell’alimentazione elettrica; in alternativa, un difetto nell’elettronica di bordo o la presenza di un corto circuito possono parimenti inficiare il funzionamento delle lampade allo xenon.

In casi del genere, è bene rivolgersi ad aziende oppure officine specializzate ed affidare gli interventi di riparazione ad un tecnico qualificato. Le verifiche da effettuare per individuare il guasto riguardano i tentativi di accensione della lampadina da parte del circuito: se questi tenta di far accendere il bulbo ma senza successo, è possibile che il guasto riguardi la lampadina (che quindi va sostituita). Se il ballast non fa partire l’innesco, bisogna controllare il funzionamento del fusibile; se questi non presenta problemi di sorta, si passa a controllare l’alimentazione del circuito: qualora la tensione rilevata non sia anomala, il problema è proprio nel ballast.

La spesa da sostenere varia a seconda del problema da risolvere e dal tipo di proiettore o gruppo ottico sul quale è necessario intervenire. Il costo fari bixeno varia a seconda della marca e del modello di auto sulla quale vanno montati: il range di prezzi va da 150 fino a 600 euro. In caso di sostituzione, al costo della componente da cambiare va aggiunto quello della manodopera.

Fari bixeno vantaggi e svantaggi

I proiettori allo xenon spesso rientrano tra gli optional a pagamento, disponibili su richiesta. Questo perché, rispetto a dispositivi più diffusi, presentano sia alcuni vantaggi sia alcuni punti a sfavore.

I maggiori vantaggi legati all’installazione dei fari bixeno sono sia di natura estetica sia funzionale; da quest’ultimo punto di vista, l’illuminazione offerta dai proiettori allo xeno può essere fino a tre volte più intensa rispetto a quella di dispositivi alogeni o simili. In aggiunta, il dispendio di energia è inferiore, dal momento che i fari alogeni funzionano a 55 W mentre quelli a xeno a 35 W. Infine, questo tipo di luci sono molto più durature rispetto a quelle tradizionali: un proiettore allo xenon può ‘durare’ fino a 2000 ore contro le 300 di un faro alogeno.

Per quanto concerne i difetti, l’unica vera nota stonata riguarda l’aspetto economico: i fari xeno (e bixeno) presentano un costo piuttosto elevato e non sono disponibili su determinati tipi di auto.

Conversione e sostituzione dei fari di serie con proiettori allo xeno

In alcuni casi, se le caratteristiche tecniche della vettura lo consentono, si possono sostituire i proiettori di serie con quelli allo xeno. Va però precisato che non è possibile fare la ‘conversione’ in maniera autonoma, benché in commercio sia reperibile tutto quanto necessario.

Le leggi europee consentono di sostituire l’impianto di illuminazione con uno allo xeno aftermarket solo a determinate condizioni. Il set di ‘conversione’ deve comprendere un kit di proiettori omologati (tramite il contrassegno E1), un regolatore automatico e un impianto lavafari. Questo perché l’omologazione dell’intero dispositivo di illuminazione viene concessa assieme a quella per il tipo di sorgente luminosa.

ultimo aggiornamento: 19-10-2019

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