La fase 2 del coronavirus e le domande ancora senza una risposta. Ma nelle prossime ore tutti i tasselli del mosaico dovrebbero andare al proprio posto.

A due giorni – poche ore quindi – dall’inizio nazionale della fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia, il governo deve ancora chiarire diversi punti chiave che potrebbero cambiare in maniera anche significativa il senso delle prossime settimane.

E il fatto che il 4 maggio sia ancora una data misteriosa lo ha in qualche modo lasciato intendere anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quando nel messaggio diramato in occasione della Festa del Lavoro ha chiesto maggior chiarezza da parte delle istituzioni.

Giuseppe Conte
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Coronavirus, i nodi da sciogliere in vista della fase 2

Nessuna accusa ovviamente, ma è evidente che le disposizioni contenute ne testo di un Dpcm debbano poi essere calate nel contesto della vita vera, e a quel punto sorgono mille domande ancora senza risposta. E parliamo di domande anche di una certa rilevanza. Siamo ancora in attesa del nuovo modello di autocertificazione, siamo in attesa di capire chi siano i congiunti e gli affetti stabili. Speriamo di avere un regolamento più rigido per quanto riguarda l’uso delle mascherine.

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I congiunti: chi sono?

Il punto interrogativo più grande riguarda senza ombra di dubbio i congiunti e i famosi affetti stabili. Se consideriamo tali anche gli amici, come suggerito da Sileri, di fatto il nuovo Dpcm ci vieterebbe di andare a trovare chi non conosciamo. Per il resto potremmo andare ovunque tra i confini regionali.

È evidente che per evitare un liberi tutti si debbano mettere dei paletti. Che inevitabilmente scontenteranno qualcuno. Ma le alternative sono due: o si lavora per limitare la circolazione di persone, come sembra voglia fare il governo nella prima fase, o si concedono ampie libertà, e a questo punto sarebbe meno comprensibile la decisione di tenere chiusi bar, ristoranti, parrucchieri e simili. E si comprendere meno la decisione di non autorizzare per il momento le messe a porte aperte.

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Il problema dei confini e dei tempi

In realtà si pone anche un secondo problema che meriterebbe almeno una riflessione da parte del governo. Una persona per andare a trovare un suo congiunto potrebbe legittimamente attraversare la regione da Nord a Sud, ad esempio, restando sempre nei confini regionale. Una persona che magari abita al confine, ma dalla parte sbagliata, non potrebbe fare dieci chilometri per andare a fare visita al congiunto. E c’è anche un altro nodo da sciogliere? Quanto tempo posso stare dal congiunto? Posso rimanere più di un giorno?

Fase 2, l’autocertificazione

Per quanto riguarda l’autocertificazione bisogna ancora capire se ne servirà una nuova o se sarà modificabile l’ultima della fase 1. Non è chiaro quando sia obbligatoria questa autocertificazione. Potendo fare attività sportiva o motoria anche lontano dalla propria abitazione potrebbe non essere necessaria.

Scarica QUI la guida con tutte le precauzioni da prendere per limitare il contagio da coronavirus.

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ultimo aggiornamento: 02-05-2020


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