Feltri si schiera sul caso Massimo Boldi-tedofori Milano Cortina
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“Ipocrisia”: Feltri si schiera sul caso Boldi-tedofori per Milano Cortina

Vittorio Feltri seduto

Massimo Boldi estromesso dal ruolo di tedoforo per Milano Cortina 2026 dopo una battuta: Vittorio Feltri non ci sta.

Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere il “caso” Massimo Boldi. Il noto attore e comico è stato estromesso dal ruolo di tedoforo per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 dopo una battuta, forse infelice, che secondo il Comitato non rispecchiava i valori dei Giochi. In questo senso, anche Vittorio Feltri è voluto intervenire per dire la sua.

Vittorio Feltri in tv
Vittorio Feltri – newsmondo.it

Feltri commenta il caso Boldi-tedofori: la battuta

Tramite il suo editoriale per Il Giornale, Vittorio Feltri ha commentato la “censura” arrivata al noto comico e attore Massimo Boldi che avrebbe dovuto vestire i panni di tedoforo per le Olimpiadi Milano Cortina 2026 ma che, a causa di una battuta, ha visto un passo indietro da parte del Comitato. Sul tema, il giornalista è stato fin da subito chiaro.

Massimo Boldi è stato estromesso dalla lista dei tedofori di Milano-Cortina per una frase detta in un’intervista: ‘Il mio sport è la figa. Altro che neve, amo l’aperitivo’. Ora: io posso anche capire che l’espressione sia volgare, e posso perfino concedere che avrebbe potuto scegliersi una frase più elegante. Ma qui non siamo davanti a un insulto, né a un incitamento alla violenza, né a un gesto ignobile. Siamo davanti a una sparata, una battuta da bar, esattamente nello stile di Boldi […]”.

Il giornalista in favore di Boldi

Nel suo editoriale, Feltri ha quindi deciso di schierarsi con Boldi: “Il comitato organizzatore parla di valori olimpici, di rispetto, unità, inclusione. Benissimo. Ma qualcuno mi spieghi dove, in questa frase infelice, ci sarebbe l’oltraggio alle donne. Qual è la donna concreta che sarebbe stata umiliata? Io, francamente, sfido chiunque a dimostrare che una battuta del genere produca un danno reale, un’offesa reale, una violenza reale”.

Il giornalista, che nel titolo scelto del suo editoriale aveva fatto riferito ad una “ipocrisia perbenista” ha quindi parlato di “isteria moralista” e di “clima da inquisizione” ma anche di un quadro che sarebbe preoccupante allargando il discorso non solo al caso Boldi: “[…] Oggi il progetto è chiaro: vietare l’ironia. Perché l’ironia è pericolosa: mette in ridicolo il potere, e il potere, soprattutto quello morale, non sopporta di essere ridicolizzato. L’ironia sgonfia le pose, scopre le falsità, smaschera le retoriche. E dunque va punita”.

E ancora: “E qui veniamo al punto più serio: se cominciamo a costruire una società dove non si può più scherzare, non si può più essere spontanei, non si può più essere imperfetti, allora abbiamo perso qualcosa di fondamentale. Non soltanto la libertà di parola. Abbiamo perso la libertà di vivere […]. Il problema è una società che, vietando la risata, ci condanna a una sola cosa: piangere. E una società che non sa più ridere è una società già mezza morta”, ha concluso Feltri.

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ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2026 13:07

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