Cosa non torna dell’affair tra Claudia Conte e il Ministro Piantedosi: il pensiero senza peli sulla lingua di Vittorio Feltri.
Si continua a parlare con insistenza della relazione, o presunta tale, tra la giornalista e conduttrice, Claudia Conte, e il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Dopo il vivace tentativo di intervista alla Conte, ecco che pure Vittorio Feltri si è trovato a commentare la questione che ha fatto gridare allo “scandalo” non pochi tra gli addetti ai lavori.

Feltri commenta la relazione Conte-Piantedosi
A Il Giornale, Vittorio Feltri ha detto la sua sulla nota vicenda legata alla relazione venuta a galla tra Claudia Conte e Matteo Piantedosi, Ministro degli Interni. Il giornalista, rispondendo ad un suo lettore, ha spiegato come le modalità con cui questa notizia sia uscita lo abbiano particolarmente incuriosito. “Un ministro può avere una relazione, un’amante, una storia sentimentale. Non è reato, non è illecito, non incide di per sé sulla sua funzione istituzionale. Chi finge di scandalizzarsi per questo mente, oppure fa finta di non conoscere la natura umana. Detto questo, il problema non è la relazione. Il problema è un altro. È il modo in cui questa relazione diventa improvvisamente pubblica“.
Le coincidenze sulla relazione dello scandalo
Feltri si è quindi posto alcune domande: “[…] Perché una persona che sostiene di essere legata, anche intimamente, a un uomo che ricopre un ruolo istituzionale sente il bisogno di renderlo pubblico? Qual è l’interesse? Qual è l’utilità? Perché una relazione privata viene trasformata, per scelta, in fatto pubblico? Non è una domanda maliziosa. È una domanda logica”.
Il giornalista si è quindi chiesto se certe uscite debbano essere accolte senza riserve o con maggiore cautela. “[…] Negli ultimi tempi assistiamo a una sequenza curiosa: vicende personali, relazioni, dinamiche private che diventano improvvisamente materia politica, con effetti immediati sull’immagine di esponenti del governo. È un caso? Forse sì. Forse no. Ma quando le coincidenze si ripetono, smettono di essere semplici coincidenze e iniziano a somigliare a un metodo. Non serve gridare al complotto. Basta osservare”.
Da qui la chiosa di Feltri: “Il punto è capire perché qualcuno abbia deciso di trasformarla in un fatto pubblico. E questo, credimi, è molto più interessante”.