Ferrari 250 GTO: la tecnica

Un motore straordinario, sposato ad eccellenti doti telaistiche e a una carrozzeria particolarmente aerodinamica, rese imbattibile la Ferrari 250 GTO.

Analizziamo nei dettagli le caratteristiche tecniche della Ferrari 250 GTO, a cominciare dal motore V12 con angolo di 60 gradi tra le bancate dei cilindri. Si trattava della versione 168/62 Competizione (praticamente uguale a quello della 250 Sport Testa Rossa) con blocco cilindri in lega leggera. La cilindrata esatta era di 2953,211 cc, ottenuta con alesaggio di 73,0 mm e corsa di 58,8 mm; con un rapporto di compressione di 9,7:1. La potenza risultava di 295-302 CV a 7.500 giri con coppia massima di 294 Nm a 5.500 giri.

La distribuzione si avvaleva di due valvole per cilindro comandate tramite bilancieri da un albero e camme per bancata di cilindri, azionato da una catena Triplex. L’alimentazione avveniva tramite sei carburatori verticali doppio corpo Weber 38 DCN sostituiti sull’ultimo esemplare di 250 GTO da sei Weber 38 DCN; due le pompe elettriche per la benzina del tipo Bendix Blue Top. La lubrificazione era a carter secco con due pompe gemelle a ingranaggi, una per la mandata del lubrificante in pressione e l’altra per il recupero; la dinamo era una Marelli DN 51B e il motorino di avviamento un Marelli MT 21F.

La trasmissione alle ruote posteriori avveniva tramite una frizione Fichtel & Sons con disco di attrito singolo a secco comandato meccanicamente a pedale; il cambio disponeva di cinque marce tutte sincronizzate con pompa dell’olio integrata e sincronizzatori tipo Porsche 513. Questi i rapporti delle varie marce: prima 2,935:1, seconda 1,975:1, terza 1,45:1, quarta 1,17:1, quinta 1,00:1 e retromarcia 3,478:1. A seconda delle caratteristiche del percorso di gara, si poteva adottare uno dei seguenti rapporti finali: 7/34, 7/32, 8/34, 8/32, 9/35, 9/34, 9/33 e 9/32.

Le sospensioni erano costituite da un avantreno a ruote indipendenti con doppi bracci triangolari su ciascun lato, molle elicoidali, ammortizzatori Koni e barra stabilizzatrice. Il ponte posteriore era rigido, con coppia di Watt, bracci di ancoraggio trasversali e longitudinali, molle semiellittiche e ammortizzatori Koni, su alcuni esemplari integrati da molle ausiliarie.

Lo sterzo: uno ZF con vite senza fine e leva con rapporto 1: 17 e diametro minimo di sterzata di 11,2 metri. I freni Dunlop: a disco in ghisa, con diametro di 314 mm per quelli anteriori e di 298 mm per quelli posteriori, ovviamente con comando idraulico. Queste le dimensioni della GTO ‘62: passo 2.400 mm, carreggiata anteriore 1.351 mm, carreggiata posteriore 1.346 mm, lunghezza 4.400 mm, larghezza 1.675 mm, altezza 1.245 mm. La 250 GTO ‘64 differiva per la carreggiata (ant.1.445 mm, post. 1.414 mm), per la lunghezza (4.300 mm), per la larghezza (1.760 mm) e per l’altezza (1.140 mm). Il peso a secco della 250 GTO ‘62 indicato sulla scheda redatta il 24 febbraio 1962 era di 880 kg a secco.

Negli anni ‘62 e ‘63, la Ferrari produsse 7 vetture con motore 4 litri tecnicamente derivate dalla 250 GTO e la prima della serie venne chiamata 330 GTO e portava il numero di telaio 3673 SA, la seconda 3765 LM, la terza 4561 SA. Gli esemplari 4381 SA, 4453 SA, 4619 SA e 4725 SA furono invece dotati di carrozzeria Pininfarina tipo LM, ma con frontale analogo a quello della 250 GTO.

Foto di Franco Varisco

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ultimo aggiornamento: 18-03-2015

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