Ferrari 250 GTO/64: la bella tra le belle

Tra le mitiche Ferrari GTO un posto di primo piano è occupato dalla Tour de France, dominatrice nei primi anni Sessanta della celebre competizione transalpina.

Nel 1964, non potendo per ragioni di regolamento schierare nel campionato GT la 250 LM, in Ferrari si decise di di aggiornare la 250 GTO sulla breccia ormai da due anni. Con la collaborazione di Pininfarina fu ideata una nuova carrozzeria che diede alla vettura una linea particolarmente raffinata ed elegante. Fu rivisto l’asseto e affinato il 3 litri V12.

Furono realizzate in tutto 39 vetture, l’ultima delle quali, la 5575 GT licenziata da Maranello l’11 maggio 1964, andò alla Ecurie Francorchamps di Bruxelles, in Belgio. Guidata dalla coppia Beurlys/Lucien Bianchi giunse seconda a Le Mans nella categoria GT. Nello stesso hanno Lucien Bianchi in coppia con George “Joyo” Beger si aggiudicò il Tour de France.

Il motore beneficiava delle esperienze maturate sulla 250 LM. Al posto dei carburatori DCN montava i Weber 38 NX 47 e aveva una diversa rapportatura al cambio. Valvole a molla modificate per le sospensioni anteriori, cilindri gemelli anziché singoli nel sistema dei freni a disco. Serbatoio differente. Radiatore montato in posizione abbassata. Cruscotto e sedili ridisegnati.

Denominata ufficialmente 250 GTO/64, è nota tra i collezionisti come GTO Tour de France, lo stesso appellativo dato alle 250 GT Berlinetta che vinsero più volte la classica transalpina.

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ultimo aggiornamento: 05-02-2015

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