Ferrari 290 MM: quella di Stirling Moss

l dipartimento Classiche di Maranello ha riportato all’antico splendore una Ferrari 290 MM portata alla vittoria da Stirling Moss e oggi premiata a uno dei più prestigiosi concorsi d’eleganza.

Negli anni Cinquanta, quando furono realizzate alcune delle più belle Ferrari da corsa, a Maranello chi le plasmava con incredibile maestria e tantomeno Enzo Ferrari pensava che un giorno quelle auto sarebbero diventate dei ricercatissimi pezzi da collezione, trattate come preziose opere d’arte. Le macchine servivano per correre e vincere, ogni soluzione tecnica ed estetica era finalizzata a questo scopo. Finito di servire in gara venivano vendute, trasformate, cannibalizzate o, se troppo danneggiate, consegnate alle presse del demolitore. Era estremamente difficile che un’auto rimanesse nella configurazione originale e con la stessa carrozzeria di quando era stata progettata. Ogni esemplari giunto sino ai giorni nostri è quindi un pezzo unico con una propria storia più o meno ricca e affascinante a seconda di chi l’ha posseduta e guidata.

Quello che presentiamo è un esemplare assolutamente unico, la Ferrari 290 MM con la quale il grande Stirling Moss vinse nel 1957 due gare a Nassau durante la quarta Bahamas Speed Week con i colori della scuderia Temple Buell. Ironia della sorte, è stato proprio lui a premiarla con il “Chairman’s Choice Trophy for the Car Found Most Appealing” al Concorso d’Eleganza di Amelia Island per la bellezza e la qualità del restauro. La vettura è stata infatti riportata all’antico splendore dal dipartimento Classiche della Ferrari.

L’esemplare nacque a Maranello nel 1956 come 860 Monza per prendere parte alle competizioni della categoria sport. Fu schierata per la prima volta alla Mille Miglia affidata agli inglesi Peter Collins e Louis Klementaski che la portarono alla piazza d’onore. Nello stesso anno conquistò il secondo posto alla Coppa d’Oro delle Dolomiti con Olivier Gendebien e Jacques Washer; fu terza alla Targa Florio con Hans Herrmann e Gendebien e vinse con l’italiano Umberto Maglioli la gara in salita Aosta-Gran San Bernardo.

Alla fine dell’anno Enzo Ferrari decise di sostituire il motore a 4 cilindri con un 12. Nella nuova configurazione cambiò denominazione e divenne 290 MM. Il debutto avvenne nel mese di gennaio alla 1000 Km di Buenos Aires con un equipaggio di prim’ordine: Wolfgang Von Trips, Peter Collins ed Eugenio Castellotti, che si aggiudicarono la terza posizione. Undici mesi più tardi Stirling Moss, alfiere della scuderia Temple Buell, la portò alla vittoria alle Bahamas. L’anno dopo nuova piazza d’onore a Watkins Glen nelle mani del mitico Dan Gurney. Passata a piloti meno famosi, non per questo la Ferrari 290 MM smise di vincere. Rimase sulla breccia fino al 1961 quando fu ritirata dalle competizioni. Il riposo però duro poco, fu utilizzata nelle gare per auto storiche. Gravemente incidentata, fu completamente rifatta e snaturata. Passò più volte di mano fino a quando fu acquistata da un collezionista che decise dei affidarla al dipartimento Classiche della Ferrari per un intervento di restauro radicale capace di recuperarla nella sua integrità e bellezza.

Ferrari 290 MM, riportata all'antico splendore.
Ferrari 290 MM, riportata all’antico splendore.

ultimo aggiornamento: 22-04-2015

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