Il Garante della Privacy apre un’istruttoria sul caso dei feti sepolti a Roma con le generalità delle madri, che non avevano dato la propria autorizzazione.

A Roma tiene banco il caso dei feti sepolti in un cimitero dove sono presenti le croci sulle quali campeggia il nome delle madri dei bambini. A denunciare l’episodio è stata una donna che ha condiviso un post su Facebook nel quale faceva sapere che dopo l’interruzione terapeutica della gravidanza, il feto era stato sepolto al Cimitero Flaminio nonostante il diniego alla sepoltura. Non solo. Sulla croce era presente il nome della madre. E stando alle segnalazioni sulla rete non si tratterebbe di un episodio isolato.

Feti sepolti a Roma con i nomi delle madri sulle croci

Il caso evidentemente è particolarmente delicato. Nella Regione Lazio manca una normativa regionale, quindi la legge di riferimento è quella nazionale che affonda le sue radici ormai decenni or sono.

Ma cosa prevede il Regolamento nazionale? La normativa dispone che dalla ventesima settimana di gestazione i genitori possano richiedere la sepoltura del feto. Sepoltura che può avvenire su disposizione della Asl. In caso di sepoltura nel cimitero viene posta una croce con il nome e il cognome della mamma. In alternativa al nome si può indicare il numero di registrazione dell’arrivo al cimitero. Previa autorizzazione da parte dei genitori.

Nel caso specifico il nodo è legato al fatto che la donna non avrebbe mai dato il proprio consenso e avrebbe denunciato la violazione della propria privacy per l’esposizione in pubblico del suo nome e del suo cognome.

Inoltre molte delle donne che hanno contestato i fatti hanno dichiarato di non riconoscersi nella croce come simbolo religioso.

Funerale

La posizione dell’AMA e dell’ospedale

L’Ama e l’ospedale San Camillo di Roma respingono le accuse. La municipalizzata sostiene che il cimitero ha proceduto con la sepoltura a fronte del consenso della Asl. La croce rappresenta il simbolo tradizionale, mentre sulla croce devono essere indicate delle informazioni base ed essenziali per il riconoscimento della sepoltura. Dall’ospedale fanno sapere che il nome e il cognome della madre vengono indicati per le operazioni burocratiche legate al trasporto. Al termine del trasferimento, la gestione della sepoltura è di responsabilità e competenza dell’AMA.

Garante della Privacy apre istruttoria. Presentate due interrogazioni

Di fronte alle segnalazioni, il Garante della Privacy ha deciso di aprire un’istruttoria.

Il caso irrompe anche nel mondo della politica, dove sono state avviate due interrogazioni, una parlamentare e una a Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.

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cronaca Nicola Zingaretti roma

ultimo aggiornamento: 01-10-2020


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