Utilizzata tra il 1976 ed il 1982, la FIAT 131 Abarth prese il posto della 124 conquistando tre titoli costruttori e due mondiali piloti.

La FIAT 131 Abarth Rally è una versione realizzata dalla Abarth della berlina prodotta dalla casa automobilistica torinese. Ne sono stati prodotti in tutto 400 esemplari, destinati ad essere utilizzati principalmente per gareggiare nelle prove del campionato mondiale di rally.

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Il progetto, lo sviluppo e il prototipo SE031 del 1975

Fino al 1975, la FIAT compete nel mondiale di rally con la 124 Sport Abarth Rally, un modello da competizione messo a punto nel 1972. Si trattava di una vettura derivata dalla FIAT 124 Sport Spider, prodotta di serie a partire dal 1966. Data la necessità di sviluppare una nuova auto per le competizioni su strada, l’azienda si affida, come ormai accade da diversi anni, agli ingegneri della Abarth. I primi sforzi confluiscono nella realizzazione di un prototipo preliminare basato sulla FIAT X1/9, che la scuderia Bertone avrebbe realizzato in 500 esemplari. Il progetto però fu stroncato, perché i vertici FIAT volevano che il nuovo modello fosse sviluppato a partire dalla ‘131’: l’idea era quella di sfruttare la vetrina offerta dalle competizioni agonistiche per meglio pubblicizzare il nuovo modello di berlina, lanciato sul mercato appena un anno prima.

La Abarth mette così a punto un nuovo prototipo, la FIAT Abarth SE031, basato sulla versione a due porte della 131 berlina. La carrozzeria, realizzata dal Centro Stile Bertone, riprende le linee caratteristiche della FIAT 131 di serie, con l’aggiunta di un vistoso alettone posteriore mutuato dalla SE027. La Abarth, invece, si occupa delle parti meccaniche.

Il motore è un V6 da 3.2 litri (con cilindrata aumentata a 3480.6 cc) a trazione posteriore derivato da quello della FIAT 130; è in grado di erogare 270 CV e toccare una velocità massima pari a 260 km/h. Nel 1975 – guidato da Giorgio Pianta – vince il Giro Automobilistico d’Italia, confermando la bontà degli sforzi della Abarth: un anno più tardi, la FIAT 131 Abarth esordisce nel mondiale di rally.

Scheda tecnica FIAT 131 Abarth

Rispetto al prototipo del 1975, la 131 che esordisce ufficialmente l’anno seguente presenta alcune sostanziali differenze. L’unità di trazione viene sostituita: al posto del V6, il motore della FIAT 131 Abarth è un propulsore con 4 cilindri in linea (restano la trazione posteriore e il posizionamento longitudinale anteriore) da 1.995 cc di cilindrata, sviluppato dalla Abarth. È capace di erogare 220 CV ad un regime di 7.500 giri al minuto ed è abbinato ad una trasmissione a cinque rapporti con innesti frontali e differenziale autobloccante. Viene riproposta anche la distribuzione con doppio albero a camme in testa (ma per la prima volta figurano le quattro valvole per cilindro) così come l’alimentazione a carburatore Weber anche se quelli a doppio corpo della 131 Abarth rimpiazzano i tre carburatori della SE031.

FIAT 131 Abarth
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/r2limited/6245272774

Per rendere la 131 Abarth competitiva in contesti agonistici, il modello di serie viene sottoposto ad alcune modifiche necessarie a migliorare in maniera significativa le prestazioni. La FIAT 131 berlina a due porte, infatti, veniva prodotta in due versioni (1.300 Mirafiori e 1.600 Mirafiori), rispettivamente da 65 CV e 75 CV, in grado di toccare velocità di punta comprese tra i 150 km/h e i 160 km/h.

Il primo passo fu rendere l’auto più leggera (il risultato finale è di 950 kg di massa a vuoto, mentre il modello standard arrivava anche a 995 kg). Alcune componenti della carrozzeria di serie (portiere, parafanghi e cofani) vengono rimpiazzate da elementi in resina sintetica, il materiale utilizzato da tutti i costruttori concorrenti. Vengono poi aggiunti dei passaruota maggiorati per permettere all’auto di montare i pneumatici da corsa (Pirelli P7 195/40 VR15) mentre per incrementare la deportanza – ossia far sì che l’auto resti aderente al suolo soprattutto in curva – la carrozzeria viene dotata di vistosi spoiler. Tali e tante modifiche influiscono anche sulle dimensioni: la versione Abarth, infatti, risulta nel complesso più compatta di quella di serie. Lunga 4.190 mm, larga 1.720 mm e alta 1.360 mm, conserva soltanto il passo (2.490 mm) del modello da cui viene derivata.

Rispetto alla versione stradale, la FIAT 131 Abarth Corsa (ovvero l’allestimento specifico per le gare) presenta un diverso impianto di iniezione: il doppio corpo Weber cede il posto al sistema di iniezione indiretta Kugelfischer. Diverso è anche lo schema delle sospensioni: quelle anteriori riprendono l’impianto di serie della 131 (schema MacPherson con molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici e barre stabilizzatrici) mentre quelle posteriori sono derivate dalla X1/9 (un sistema a ruote indipendenti con montanti telescopici tipo MacPherson, bracci oscillanti inferiori, ammortizzatori idraulici telescopici e barra stabilizzatrice).

Vittorie in WRC

La FIAT 131 Abarth Rally ha preso parte al campionato mondiale di rally dal 1976 al 1982. Nel WRC conta complessivamente 50 corse e 18 vittorie. Il primo successo risale all’agosto del 1976 nel Gran Premio di Finlandia, con alla guida la coppia finnica formata da Alén e Kivimaki. La 131 Abarth vincerà tre campionati del mondo costruttori (1977, 1978 e 1980) e due campionati del mondo piloti: uno con Markku Alén (1978) e l’altro con Walter Röhrl (1980). All’alba degli anni Ottanta, quando la FIAT decide di fare della Lancia il proprio marchio di punta delle competizioni automobilistiche, la 131 chiude mestamente la propria parabola, lunga e vincente. Dopo il trionfo del 1980, arrivano un quinto posto nel 1981 con una sola vittoria (in Portogallo) e una partecipazione assai limitata al WRC del 1982, fatta di un settimo posto al Rally di Grecia e un doppio ritiro al Rally d’Italia.

La FIAT 131 Volumetrico Abarth

I 400 esemplari della serie originale della 131 Abarth si esauriscono nel 1978, quando il modello esce definitivamente dai listini dell’azienda. Tre anni più tardi, la FIAT produce due serie limitate: la 131 Racing Volumetrico Abarth e la quattro porte 131 Supermirafiori Volumetrico Abarth, basate, rispettivamente, sulla seconda e la terza serie della 2000/TC.

La principale differenza con gli allestimenti precedenti consiste nell’utilizzo di un compressore volumetrico a lobi al posto di un normale turbocompressore. Inoltre, le versioni ‘volumetriche’ montano un motore potenziato da 140 CV (la cui presenza implicò anche alcune modifiche al sistema dei freni e delle sospensioni) e si contraddistinguevano per la scritta “volumetrico” seguita dallo stemma dello Scorpione della Abarth collocato tra i gruppi ottici posteriori. Entrambi i modelli, pur fregiandosi dello stemma Abarth non parteciparono mai a gare di competizione agonistica dal momento che avevano un’impostazione sostanzialmente turistica e destinata all’utilizzo su strada.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/pietroz/7286121092

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