Filippo Turetta “in crisi”: cosa ha fatto in carcere durante i funerali di Giulia Cecchettin

Filippo Turetta “in crisi”: cosa ha fatto in carcere durante i funerali di Giulia Cecchettin

Nella giornata di martedì i funerali di Giulia Cecchettin: dal carcere arrivano notizie sul comportamento dell’assassino, Filippo Turetta.

La giornata di martedì 5 dicembre è stata quella dei funerali di Giulia Cecchettin. Un momento molto sentito, prima di tutto dalla famiglia del giovane compianta ragazza, e poi da tutta Italia che ha seguito le note vicende del femminicidio ad opera del suo ex fidanzato, Filippo Turetta, con grande partecipazione. Proprio sul killer sarebbero arrivate delle informazioni relative al suo comportamento in carcere durante la cerimonia funebre.

Giulia Cecchettin foto

Filippo Turetta e i funerali di Giulia Cecchettin: cosa ha fatto in carcere

Nelle scorse ore si era parlato di come Turetta avrebbe potuto in qualche modo essere “partecipe” dei funerali di Giulia Cecchettin seguendoli in tv dal carcere. Eppure le cose non sembrano essere andate in questo modo.

Infatti, stando alle informazioni che sono filtrate dalla struttura di Verona dove il ragazzo è detenuto, il killer non avrebbe assistito alla cerimonia. Filippo sarebbe “in crisi” e per questa ragione chi lo osserva da vicino avrebbe preferito evitare ogni possibile conseguenza.

“Cercano di non fargli vedere né la tivù né i giornali, o comunque il meno possibile, perché è parecchio in crisi”, le voci dal carcere riportate da Il Messaggero. E in tal senso, proprio ieri mattina la tv sarebbe rimasta spenta, come quella degli altri detenuti della sezione, per evitare di fargli vedere l’ultimo saluto alla compianta ex fidanzata e provocare in lui gesti estremi anche verso se stesso. Inoltre, nessuno dei familiari del 22enne ha partecipato alla cerimonia.

La vita in carcere

Sempre Il Messaggero ha raccontato la vita di Turetta nella struttura di Verona. Il ragazzo sta rimanendo nella sua cella di Montorio dove “sta facendo i conti con la difficile realtà del carcere”. In queste giornate il giovane dovrà fare i conti con la realtà delle sbarre “aspetta. Non avrà a breve altri colloqui con i genitori, che l’hanno incontrato per la prima volta domenica scorsa, per un’ora. E non sa neppure se ci sarà una nuova visita del pm di Venezia: gli inquirenti hanno detto di ritenere esaustivo l’interrogatorio durato per nove ore reso da Turetta cinque giorni fa, quando ha ammesso l’orrore. Al momento, dunque, gli inquirenti non ne hanno programmati altri”, si legge sul quotidiano.

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