Fiorentina-Inter, la conferenza stampa di Luciano Spalletti

La conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia di Fiorentina-Inter, match valido per la venticinquesima giornata della Serie A

In vista del match tra Fiorentina e Inter in programma per domani allo stadio ‘Artemio Franchi’ di Firenze, e valido per la venticinquesima giornata di Serie A, l’allenatore dei nerazzurri, Luciano Spalletti ha incontrato i giornalisti nella consueta conferenza stampa pre partita.

“Tutte le partite sono decisive perché tutte ti danno la possibilità di ricevere gli stessi punti e come si è visto in precedenza non è che sia accertato che ti venga consegnato questo bonus, te lo devi sempre guadagnare sul campo. E’ toccabile il fatto che la squadra abbia fatto meglio in questo periodo e messo a posto delle cose che ultimamente non ci riuscivano molto, ma come si è visto si è assottigliato il margine di vantaggio e se non vinci le altre si avvicinano. Per cui dobbiamo vincere”.

“Individualmente dobbiamo riuscire a dare quasi il nostro massimo per ricevere delle risposte. Perisic e Nainggolan sono due di quelli che stanno facendo bene, ma ce ne sono altri in un buon momento di condizione. Bisognerebbe recuperare qualcuno in più nel reparto offensivo, perché lì siamo giusti per quelle che sono le situazioni e gli infortuni. Abbiamo delle partite ravvicinate, i calciatori che hanno giocato giovedì vedrò solo oggi se hanno recuperato, se hanno qualche acciacco, per cui ci vogliono le possibilità di avere dei cambi a disposizione”.

“Stesso passo da qui alla fine? Ho la certezza che dobbiamo fare qualcosa di meglio e che nella ricerca c’è da ambire alla competizione per i calciatori”.

“La squadra sta bene. Vogliamo misurarci in partite importanti. Sarei stato preoccupato dall’inizio, le squadre che si stanno avvicinando erano quelle con cui confrontarci fin dall’inizio. Alla Roma eravamo 25 punti lontani, al Milan eravamo dietro quando sono arrivato. Essere davanti è già un traguardo.

E’ chiaro che si può sopperire nella partita settimanale alla mancanza di giocatori, nelle quattro partite in quindici giorni è più difficile, per cui spero che Keita migliori ma qualche giorno si deve aspettare. Spero come tutti che Mauro ritorni a disposizione e per il resto del gruppo la squadra sta facendo quel che deve fare. Un calciatore come Joao Mario deve fare gol perché ce l’ha nelle possibilità, lo stesso Candreva. Vecino prende un po’ tutte e due le cose, dà sostegno alla fase difensiva e va con le sue incursioni a fare gol. Brozovic ha il piede per far gol da fuori. Numericamente le soluzioni le abbiamo per il totale dei gol fatti. Spero che si riesca a fare qualcosa in più di quel che abbiamo fatto ultimamente in funzione del gol”.

“Media punti per la Champions? Non so perché ci sono momenti in cui si abbassano le percentuali o le vittorie di seguito delle squadre mentre in altri, come ora, fanno tutte punti. Non so dove si andrà a finire ma grosso modo penso sia quella dello scorso anno”.

“Lautaro è intelligente, è emozionato quando segna e quindi vuole esprimere tutta la sua felicità. Togliersi la maglia si può risparmiare e sono convinto ci starà più attento“.

“Il segreto lo fa la maturità del calciatore, la forza mentale. In un calcio fatto di insidie, di pressioni come il nostro fa la differenza. Riconoscere quando ci si deve mettere a testa bassa a pedalare e fare delle considerazioni corrette e fare le cose corrette e giuste. Avere le reazioni e i pensieri giusti”. 

Politano punta centrale lo ha già fatto al Sassuolo. E’ una punta di movimento. E’ chiaro che hai meno forza in chiusura in area ma nella manovra e nel palleggio ti permette di avere più fase di possesso e di avere superiorità sulla trequarti. Chiaro che le caratteristiche sono differenti da una punta d’area di rigore ma questo potrebbe permetterti di avvicinarsi ai centrocampisti e di farli inserire nei vuoti che lascia”

“Non metterei una sfida per Lautaro nei confronti di Mauro. E’ una continuità di crescita per andare a giocare partite importanti. Una squadra come l’Inter è difficile che dipenda da un calciatore. Se si riduce a essere dipendente a un calciatore non è una squadra di livello, tanti fanno la differenza e ti fanno essere dentro a una classifica importante. Il comportamento della linea difensiva è una qualità di questa squadra, come il riuscire a fare giocate fatte di qualità e sostanza come nell’ultima partita”

“E’ il comportamento di squadra che fa la squadra forte. Conta che ci sia un centrocampo che ti dà sostanza alla fase offensiva, conta che la linea difensiva venga alta e pressi la squadra avversaria di modo che ci siano le distanze corte tra gli attaccanti e i difensori, contano le rincorse di Candreva e Perisic per recuperare e fare blocco squadra quando si decide di dare campo agli avversari. Contano tutte le cose nel calcio. In questo momento riusciamo a valutare quando andare a pressare alto e stare nella loro metà campo oppure accettare che gli altri riescano a venire nella nostra metà campo ed essere ordinati dietro la linea della palla”

Giocatori con la velocità di Muriel sono difficili da affrontare e quindi ancor di più bisogna essere bravi come assieme. Se lo lasci in uno contro uno in spazi larghi è quasi impossibile da marcare perché ha lo sprint, l’elasticità muscolare, la forza nella corsa di partenza e di velocità. Bisogna sempre avere un atteggiamento collaborativo di squadra dove con gli spazi stretti se lui se l’allunga troppo c’è quello dietro che interviene. In quelli larghi se l’allunga ci arriva lui. Noi siamo in condizione di giocarci la partita alla pari anche in trasferta con la Fiorentina e andremo senza nessun timore”.

.

ultimo aggiornamento: 23-02-2019

X