L’accordo è stato firmato dai vertici della Bekaert e dai sindacati. Nei prossimi giorni dovrà essere approdato dai lavoratori con un referendum.

ROMA – Al termine di un lungo summit i vertici della Bekaert e i sindacati hanno firmato l’accordo su piano sociale e nuovi ammortizzatori indipendenti. L’azienda olandese – con sede a Figline Valdarno in provincia di Firenze – ha attivato nel giugno scorso la procedura di licenziamento collettivo per la cessazione di attività.

Nel pomeriggio del 2 ottobre le parti si sono ritrovati al MISE per cercare di trovare un’intesa con il governo. Il summit ha avuto la fumata bianca nella notte con l’accordo che è molto articolato. Il Ministero ha deciso di incentivare gli imprenditori che vogliono scommettere in questo campo ma anche le aziende che assumeranno i trecento dipendenti della Bekaert. Nel primo caso dovrebbero essere versati nelle casse della ditta circa 40 mila euro a lavoratore mentre nel secondo i vertici dell’attività ne riceveranno 10 mila.

Lavoratori Bekaert
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L’accordo firmato al MISE prevede il ricollocamento dei lavoratori della Bekaert attraverso il solito Programma di continuità occupazione con la ricerca, nel territorio limitrofo a Figline. L’intesa permette alle aziende di assumere personale a condizioni incentivate ma il ricollocamento in altre sedi della ditta olandese sia in Italia che all’estero. Lo stabilimento resterà aperto fino a dicembre e poi dal primo gennaio 2019 ci sarà l’avvio delle procedure per l’attivazione dei nuovi ammortizzatori sociali per cessazione che dureranno per dodici mesi.

L’accordo ha soddisfatto sia i sindacati che i vertici della Bekaert ma l’ultima parola come sempre spetta ai lavoratori che dovranno approvare l’intesa attraverso un referendum, come successo in passato con l’Ilva.

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