Pensare al futuro con un fondo pensionistico ad hoc

Fondi TFR: l’alternativa (ma a volta la scelta necessaria) per assicurarsi introiti mensili più alti al momento di andare in pensione.

Dove indirizzare il denaro destinato al trattamento di fine rapporto

Il denaro che un lavoratore dipendente percepisce al termine del rapporto lavorativo con il datore di lavoro viene accumulato nel tempo attraverso una detrazione fissa dalla busta paga del lavoratore. Il denaro detratto alla busta paga viene amministrato dall’azienda e si rivaluta annualmente, quindi viene erogato al lavoratore nel momento in cui viene licenziato o entra nell’età pensionistica.
Tutti i lavoratori hanno diritto al TFR (tranne i liberi professionisti e coloro che sono stati assunti con un Co.Co.Co.) ma non necessariamente la somma ad esso destinata deve essere lasciata nelle mani dell’azienda.
Dal 2007 i lavoratori italiani possono scegliere di investire il denaro del TFR in fondi pensione che andranno a sommarsi alla pensione erogata dallo Stato.
Esistono vari tipi di fondi pensione, ad accesso libero oppure ad accesso limitato a una specifica categoria di lavoratori che ha sottoscritto con il datore di lavoro un certo accordo. Si parla in questo secondo caso di fondi pensione chiusi o negoziali, mentre nel primo caso siamo di fronte a fondi pensione aperti.
Tutti i fondi pensione sono sottoposti al controllo della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione che pubblica sul proprio sito ufficiale un Albo dei Fondi Pensione attivi.
Il cosiddetto PIP (piano individuale pensionistico) è in realtà un prodotto assicurativo e non un vero e proprio fondo pensione. Le compagnie di assicurazione sono in grado di ritagliare sulla misura delle esigenze del singolo cliente un piano di investimento a basso rischio (generalmente in obbligazioni e titoli di stato) i cui introiti genereranno l’entrata integrativa alla pensione statale.

Fondi TFR: vantaggi e rischi

Uno dei vantaggi non trascurabili dei fondi pensione è squisitamente fiscale: si può dedurre dalla propria dichiarazione dei redditi fino a 5.164 Euro all’anno, che corrispondono alla cifra massima che può essere destinata ad un fondo pensione su base annuale.
Ancora dal punto di vista fiscale, tenendo aperto un piano pensione per 15 anni le tasse da pagare sulla liquidazione ammonteranno al 15%, mentre se si superano i 15 anni di attività di un fondo pensione si può arrivare a pagare allo stato anche solo un 9%.
Non è necessario avere un lavoro stabile per accedere ad un PIP, poiché è possibile versare denaro in questo piano pensionistico quando si vuole e nella quantità desiderata.

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