Ford GT40: storia di un mito

La Ford GT40 deve il proprio mito ai successi a ripetizione ottenuti nella seconda metà degli anni Sessanta nella 24 Ore di Le Mans, quando era guerra aperta tra Herry Ford II ed Enzo Ferrari.

Negli anni Sessanta Henry Ford II, a capo di un immenso impero automobilistico, era il padrone del mondo, poteva permettersi tutto ciò che voleva. Dal nonno aveva preso non soltanto il nome, ma anche la passione per le auto italiane. Se del patriarca era celebre la frase: “Quando vedo una Lancia, mi tolgo il cappello”. Il nipote era un grande estimatore delle Ferrari. Voleva che la Ford avesse auto sportive altrettanto belle e performanti. Decise così nel 1962 di sovvenzionare la Scuderia di Carroll Shelby nelle gare statunitensi per gettare le basi di un’entrata in campo della Ford nell’elitario settore delle Gran Turismo sportive. Le vetture di Shelby riuscivano a battersi ad armi pari e a imporsi sulle Chevrolet Corvette, ma se nelle griglie di partenza c’erano le Ferrari era tutta un’altra storia. Resosi conto del tempo e dei costi necessari per raggiungere il livello delle Rosse, decise di acquistare la piccola casa di Maranello e trasformarla nel reparto corse Ford.

Nel maggio del 1963 intavolò le trattative con Enzo Ferrari, mettendo sul piatto pacchi di dollari a cui era difficile dire di no. Enzo Ferrari dopo la morte del figlio Dino si sentiva vecchio e stanco, accettò la creazione di una società per la produzione delle vetture stradali ed anche l’ingresso di Ford nella Scuderia, ma quest’ultima doveva rimanere sotto il suo diretto ed esclusivo comando. Quando capì che così non era, mise alla porta in malo modo gli emissari del potente magnate americano. Uno sgarbo che Ford non digerì. Decise di mettere in campo tutte le risorse tecniche e finanziarie per creare auto altrettanto performanti e vincenti delle Ferrari con l’obiettivo di imporsi nel Campionato Mondiale Vetture Sport che rappresentava la più qualificata vetrina per le supercar dell’epoca. Tra i due capitani d’industria iniziò una sfida, senza esclusione di colpi, anche bassi, che passò alla storia come la Guerra Ferrari-Ford.

Terreno della contesa fu soprattutto la 24 Ore di Le Mans, la più celebre e prestigiosa competizione per le vetture sport. Per vincerla Ford creò una unità operativa in Gran Bretagna, la Ford Advanced Vehicles e coinvolse nel progetto la Lola. Alla fine fu sviluppata una vettura che venne denominata con l’acronimo GT (Gran Turismo) e 40 pari ai pollici di altezza misurati al parabrezza (1,02 m) come prescritto dal regolamento.

La GT40 fu presentata al Salone di New York del 1964. Il motore era un V8 di 4,2 litri derivato dalla serie. Nel frattempo, la Lola si occupava di realizzare gli chassis per le due auto da schierare alla 1000 km del Nürburgring primo debutto ufficiale della nuova nata in competizione. Nulla da fare però contro lo strapotere della Ferrari 275 P di Ludovico Scarfiotti e Nino Vaccarella. Ancora più cocente la sconfitta alla 24 Ore di Le Mans vinta dalla Ferrari 275 ancora con Nico Vaccarella questa volta in coppia con il francese Jean Guichet.

Furioso per lo smacco, Ford ordinò di riprogettare completamente la vettura che venne equipaggiata di un V8 di 4,7 litri più potente e affidabile. Nel 1965 arrivarono le prime vittorie in patria tra cui la prestigiosa 2000 km di Daytona. L’anno successivo fu approntato un nuovo motore con cilindrata incrementata a 7000 cm3. Ford volle fare le cose in grande e schierò un vero squadrone alla 24 Ore di Le Mans. I mostri dell’Ovale Blu dominarono la corsa conquistando tutti e tre i gradini del podio, superando per la prima volta la media dei 200 km/h sull’arco delle 24 ore di gara. Nel 1967 la nuova GT40 Mk IV, con telaio e aerodinamica profondamente rivisti, polverizzò il record della pista e, raggiungendo punte di velocità massima di 343 km/h, si aggiudicò nuovamente la vittoria davanti alla Ferrari 330 P4.

Nel 1968 Enzo Ferrari per protesta contro i nuovi regolamenti che, a suo dire, favorivano gli americani, non prese parte al campionato. C’era però un nuovo temibile avversario, la Porsche con le nuove 908, ma le vetture di Stoccarda non riuscirono a reggere sulle lunghe distanze. Dopo la prima parte della gara in testa furono affette da ogni genere di problema meccanico. La Ford GT40 di Lucien Bianchi e Pedro Rodríguez tagliò per prima il traguardo. L’anno seguente, si ripete la sfida tra Ford e Porsche, quest’ultima schierò le potentissime e velocissime 917. Ancora una volta il “vecchio” poderoso motore V8 della GT 40 si dimostrò più affidabile dei propulsori di minor cubatura impiegati sui prototipi. Le 917 gettarono la spugna, mentre la GT40 condotta da Ickx e Jackie Oliver, vinse in volata per pochi secondi sulla 908 di Hans Herrmann e Gerard Larrousse.

La Superformance GT40P,  perfetta replica della Ford GT40 degli anni Sessanta.
La Superformance GT40P, perfetta replica della Ford GT40 degli anni Sessanta.

ultimo aggiornamento: 26-06-2015

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