Formigoni condannato a 6 anni di carcere per caso Maugeri

L’ex Governatore lombardo nonché senatore Ncd Roberto Formigoni è stato condannato a 6 anni di reclusione dal Tribunale di Milano.

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L’ex presidente della Lombardia era sotto processo con altre nove persone coinvolte nel caso riguardante la Fondazione Maugeri, scoppiato nel 2012. La sentenza di condanna per Formigoni è arrivata quest’oggi, nella maxi aula della Prima Corte d’Assise d’Appello: la condanna è pari a 6 anni di carcere.
La richiesta inoltrata dai pm era stata originariamente di 9 anni e nessuna attenuante.

Cos’è il caso Maugeri

Lo scandalo riguardo alla Fondazione pavese Maugeri iniziò nel 2012, con le prime indagini su Formigoni e altre persone. L’accusa era quella che l’allora presidente della giunta regionale lombarda avrebbe preso del denaro in cambio di favori alla Fondazione, specializzata in terapie riabilitative.

Il denaro illecito intascato da Formigoni ammonterebbe alla cifra di 8 milioni di euro. Sarebbe però 56 i milioni “spariti” dalle casse della Fondazione. L’ex Governatore lombardo avrebbe ottenuto queste tangenti in cambio dell’appoggio all’ex assessore regionale Antonio Simone e al faccendiere Pierangelo Daccò.

Corruzione

La condanna per “il celeste”, soprannome di Formigoni, è dunque quella di corruzione; si parla di promozione ad associazione a delinquere, visto che questo sistema di corruzione era radicalizzato nell’intera filiera di comando della Regione.

L’ex presidente della Regione Lombardia, oltre alla condanna a 6 anni, è stato anche interdetto dai pubblici uffici per altrettanti 6 anni. Inoltre dovrà versare 3 milioni di euro alla Regione Lombardia con Antonio Simone e Pierangelo Daccò.

Nell’udienza dell’8 luglio 2015, il “celeste” si difese parlando di una grande amicizia a titolo gratuito con Pierangelo Daccò:

“Per i magistrati, Formigoni è così abile a manipolare le coscienze degli assessori da esporsi al rischio di delinquere per dieci anni senza vantaggi, ma, come sapete, la politica è instabile e se uno vuole dei vantaggi li deve avere subito, poi magari non ti rileggono”.