Formula 1, i piloti contro l’Halo; Todt: “Lo avevano chiesto loro”

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Formula 1 Halo, il cupolino a protezione dell’abitacolo che dal 2018 è obbligatorio su tutte le monoposto, non sembra incontrare il favore dei piloti.

Tra le tante novità che caratterizzeranno il Mondiale 2018 di Formula 1, quella che sta sollevando le maggiori polemiche è l’Halo. A partire dal 2018, infatti, tutte le monoposto devono essere attrezzate con un modulo che protegga l’abitacolo e, di conseguenza, l’incolumità del pilota. L’introduzione di questo nuovo elemento strutturale ha imposto ai designer di modificare l’intero assetto delle vetture ma alla vigilia del via della nuova stagione sono i piloti a sollevare il vento della polemica.

Le critiche dei piloti di Formula 1

Kevin Magnussen, pilota danese della scuderia Haas, lo ha definito “brutto e fastidioso” aggiungendo che “rende difficoltosi il montaggio e la rimozione del volante, oltre all’uscita dall’auto. La cosa positiva, l’unica, è che non distrae durante la guida ma secondo me le monoposto dovrebbero essere aperte“.

Le voci di dissenso si sono levate in maniera quasi unanime e al coro si sono aggiunti Pierre Gasly della Toro Rosso – seppur con un’argomentazione non particolarmente solida (“Mi ha rovinato la tuta, è un gran casino entrare e uscire dall’auto“) – e Carlos Sainz della Renault; lo spagnolo ha sottolineato come “trattenendo le gocce d’acqua sulla visiera rende più difficile capire se sta piovendo” mentre il compagno di scuderia Hulckenberg è stato molto più lapidario (“è stupido e inutile”).

La risposta della FIA alla polemica sull’Halo

Il presidente della FIA, Jean Todt, ha replicato alle critiche mosse dai piloti rispetto all’introduzione obbligatoria dell’Halo in Formula 1. “Mi sorprendono queste critiche, dal momento che l’Halo nasce da un desiderio espresso dagli stessi piloti. Nel 2015 ho ricevuto una lettera da parte dei responsabili della GPDA in cui si chiedeva un sistema di protezione per la testa. Dopo aver interpellato alcuni tecnici per le prime valutazioni, il tema della sicurezza è riemerso anche nel meeting del 27 luglio 2016. Noi abbiamo rispettato l’impegno ma qualcuno lo ha dimenticato”.

Formula 1 Halo
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/81996688@N07/26291677723

Sinceramente non mi disturba quello che vedo” – aggiunge Todt – “leggo che non si riesce a vedere il pilota ma in realtà, secondo me, l’Halo potrebbe essere un elemento che aiuta ad identificare meglio il pilota”. Il riferimento qui è alle parole di Jacques Villeneuve: “Da quest’anno faremo fatica a vedere i caschi. La sicurezza va bene ma qui si è esagerato nel senso opposto, hanno castrato i piloti“.

L’ex Ferrari ha poi commentato quanto accaduto nel corso della presentazione della nuova Mercedes W09, durante la quale il direttore sportivo della scuderia – Torger Wolff – ha chiesto di avere una motosega per tagliar via l’Halo. “Non rispondo in pubblico perché si tratta di un gioco infantile. Amo la Formula 1 e credo che tutti dovremmo amarla. Al contempo, non si può criticare in questo modo un qualcosa introdotto da poco. Si è trattato di un atteggiamento non appropriato. Capisco che la natura umana sia generalmente contraria al cambiamento ma con l’esperienza l’Halo può essere ulteriormente migliorato. Queste critiche non fanno bene allo sport“.

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/22985993@N06/30046626063

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ultimo aggiornamento: 14-03-2018

Redazione Napoli