La scelta di Donald Trump in merito alla fucilazione del killer di Fort Hood: niente diretta streaming. Le ragioni.
La fucilazione di Nidal Malik Hasan, responsabile della strage di Fort Hood, non sarà trasmessa in diretta streaming. Dopo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sui possibili ripensamenti della Casa Bianca, è arrivata la conferma direttamente da Donald Trump, che ha affidato il suo annuncio a un messaggio pubblicato sul social Truth.

Fort Hood, Trump conferma: niente fucilazione in diretta streaming
Il presidente ha precisato che i familiari più stretti delle vittime avranno comunque la possibilità di assistere personalmente all’esecuzione, qualora lo desiderino. Hasan, ex maggiore dell’esercito statunitense, è stato indicato da Trump come un uomo spregevole, responsabile della morte di 13 persone e del ferimento grave di altre 32. Tra le vittime della strage c’era anche una soldatessa incinta, morta insieme al bambino che portava in grembo. Nel suo intervento, il presidente ha ribadito che Hasan sarà fucilato, escludendo però la diffusione pubblica delle immagini dell’esecuzione.
La decisione arriva a pochi giorni dalle anticipazioni pubblicate dal portale americano Axios, secondo cui Trump avrebbe cominciato a nutrire dubbi sull’opportunità di trasmettere la fucilazione in diretta. Stando a quanto riportato dalla testata, il presidente avrebbe ricevuto numerose valutazioni contrarie all’iniziativa da parte di membri del Congresso e dei suoi stessi consiglieri.
Il ripensamento del presidente
Nel messaggio su Truth, Trump ha spiegato anche le ragioni che inizialmente lo avevano portato a considerare l’ipotesi di una trasmissione pubblica. Secondo il presidente, mostrare l’esecuzione avrebbe potuto avere una funzione deterrente, offrendo al mondo un’immagine concreta del trattamento riservato dagli Stati Uniti ai terroristi e a persone responsabili di crimini come quelli attribuiti a Hasan.
Trump ha tuttavia riconosciuto che molte persone, pur condividendo la necessità di fare giustizia, preferirebbero non assistere alla morte del condannato, né attraverso una diretta streaming né mediante altre forme di diffusione visiva. Da qui la scelta di rinunciare alla trasmissione, mantenendo invece la possibilità per i familiari più stretti delle vittime di essere presenti di persona, se lo riterranno opportuno.