Continua la situazione di massima allerta dopo la frana a Niscemi: l’allarme dei Vigili del Fuoco e il ritorno a scuola con gli psicologi.
La Protezione Civile aveva già sottolineato la gravità della situazione a seguito della frana a Niscemi con tanto di paragone con il disastro del Vajont. Ora, anche i Vigili del Fuoco hanno fornito degli aggiornamenti spiegando come i crolli siano ancora in corso in determinate zone della collina. Intanto si ritorna a scuola ma sotto la guida degli psicologi.

Frana a Niscemi: la terra si muove ancora
A Niscemi la frana non è stabile e secondo le autorità il pericolo di crolli è ancora in corso. In particolare sono stati i Vigili del Fuoco a sottolineare l’allarme, specie in determinate zone dove il dissesto resta attivo e imprevedibile. Nelle scorse ore è crollata un’altra palazzina di tre piani, mentre altri distacchi sarebbero stati segnalati lungo il fronte interessato dallo smottamento. L’unica certezza è che il terreno sia ancora in movimento.
Secondo quanto si apprende, sarebbero oltre 130 gli edifici considerati a rischio ma, al netto dei pericoli, comprensibilmente molte famiglie starebbero chiedendo di poter rientrare nelle proprie abitazioni per recuperare beni e documenti, sotto controllo delle squadre di emergenza. Importante, in questo senso, il lavoro di collaborazione di Vigili del fuoco, Protezione Civile e Genio militare.
Il rientro a scuola con gli psicologi
Al netto della situazione ancora di allarme, il sindaco Massimiliano Conti sta provando a tenere unità l’intera comunità di Niscemi. In questo senso, in una zona non a rischio, si rientra a scuola. “Abbiamo già fatto il trasloco dai tre plessi chiusi perché sono nella zona rossa, quelli degli istituti San Giuseppe, Don Bosco e Belvedere. Se le scuole riaprono è perché sono in sicurezza, in una zona non interessate dalla frana. Abbiamo controllato anche i termosifoni, facendo un intervento tecnico e funzionano”, ha fatto sapere il primo cittadino.
In questa ottica, il sindaco ha pure aggiunto: “Ci saranno anche delle equipe di psicologi che faranno un giro nelle scuole per un’attività di supporto e verifica, un primo approccio per trattare la vicenda che ci ha sconvolti