Francobolli commemorativi dimenticati: le serie che oggi valgono davvero tanti euro
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Direttore: Franco Ferraro

Francobolli commemorativi dimenticati: le serie che oggi valgono davvero tanti euro

Vari francobolli

Francobolli, alcune serie commemorative del Regno d’Italia tra 1910 e 1929 oggi possono superare centinaia di euro a pezzo. Ecco quali.

Aprire un vecchio classificatore e scoprire che tra quei francobolli “normali” potrebbero nascondersi pezzi da centinaia di euro non è fantasia. Nel periodo tra il 1910 e il 1929, diverse emissioni commemorative del Regno d’Italia sono rimaste per anni in una zona d’ombra del mercato filatelico. Non perché sconosciute, ma perché spesso reperibili in condizioni mediocri e raramente in stato eccellente.

Ed è proprio la qualità a fare la differenza tra un esemplare da pochi euro e uno che, nei cataloghi specializzati come Catalogo Unificato di Filatelia e Catalogo Sassone, può raggiungere e superare le tre cifre.

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Le emissioni 1910-1929 che oggi sorprendono

Le prime commemorative del Regno legate al Cinquantenario dell’Unità d’Italia del 1911, alle esposizioni internazionali e agli eventi celebrativi della Grande Guerra rappresentano oggi uno dei segmenti più interessanti. In particolare, le serie dedicate al 1911 e quelle della Vittoria del 1918 possono registrare valutazioni elevate quando si presentano con centratura ampia, dentellatura integra e colori freschi.

Anche alcune emissioni Pro Croce Rossa e altre tirature con varianti di filigrana o tonalità sono diventate difficili da trovare in condizioni impeccabili. Non è tanto la rarità assoluta a incidere sul prezzo, quanto la difficoltà di reperire esemplari davvero “fior di stampa” o con annulli leggeri e ben posizionati. In questi casi, le quotazioni possono salire rapidamente fino a 200, 300 o 500 euro per singolo valore, con punte superiori per pezzi certificati e di qualità eccezionale.

Perché la qualità cambia completamente il prezzo

Il meccanismo è semplice ma spesso sottovalutato. Molti di questi francobolli sono comuni in condizioni medie, ma diventano rari quando si parla di conservazione elevata. Una gomma integra senza tracce di linguella, una centratura equilibrata e una dentellatura perfetta possono trasformare un pezzo ordinario in un oggetto molto ricercato.

Lo stesso vale per gli esemplari usati. Un annullo pesante o sbavato penalizza drasticamente il valore, mentre un timbro leggero, nitido e coerente con l’epoca può fare la differenza in fase di vendita. È qui che si inserisce la cosiddetta rarità pratica, cioè la difficoltà concreta di trovare un esemplare perfetto anche quando la tiratura originaria non era particolarmente bassa.

La conclusione è chiara: non conta solo il francobollo in sé, ma lo stato preciso di conservazione. Se nel tuo album c’è una commemorativa del periodo 1910-1929 che ti sembra ordinaria, potrebbe valere molto di più di quanto immagini, a patto che sia rimasta intatta nel tempo. Ed è proprio in quel dettaglio, spesso invisibile a un primo sguardo, che si nascondono le quotazioni a tre cifre.

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ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2026 10:58

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