Fratelli Tramontana: maestri del restauro

In provincia di Cremona, a Soresina, in via Guida 3, c’è la sede del C.R.S. sigla che sta per Centro Restauri Storici. Ad accogliere i clienti ci sono i due fratelli Tramontana.

Giuseppe responsabile per il restauro dei motori e di tutti i componenti meccanici di un’auto storica e Rosario che si occupa del settore carrozzeria dove lavorano i battilastra in grado di ricostruire da zero una scocca, realizzando tutti i pezzi, a cominciare dagli scatolati per finire a parafanghi, porte, cofani, paraurti, cruscotti, pannelli interni e intelaiature per le capote nel caso delle cabrio. La verniciatura è l’intervento all’apice del restauro.

È Rosario a illustrare questo importante momento: «Utilizziamo vernici al bicomponente, quelle ammesse dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano), ovviamente nei colori originali. Si danno quattro-cinque mani di vernice e alla fine si procede a seppiare la superficie con carta abrasiva 1000, che è quella con la grana più fine, dopo di che procediamo alla lucidatura. Il risultato finale è di gran lunga superiore a quello che potevano offrire, 50 o 60 anni fa, le Case costruttrici della vettura».

Entrando nel C.R.S. dei fratelli Tramontana si rimane stupiti nel vedere come le auto pronte per la consegna ai rispettivi proprietari siano perfette anche nel benché minimo particolare di finitura. Ma quando siamo entrati nei padiglioni che ospitano il C.R.S. siamo stati attirati da un telaio completo di sospensioni e freni pronto per accogliere il motore, il cambio, il ponte posteriore e, alla fine, la carrozzeria. Il telaio era quello di una Mercedes-Benz 220 A degli Anni 50 (che farebbe tutta la sua bella figura persino se fosse esposto nel museo Mercedes-Benz a Stoccarda) e il restauro è opera del fratello Giuseppe che, tradendo un comprensibile orgoglio, ci ha precisato:

«Questo telaio è un chiaro esempio di come noi lavoriamo. Boccole, tamponi in gomma, tubicini dell’impianto idraulico dei freni, tiranti, bulloneria e quant’altro compare sul telaio devono essere perfetti, persino nell’estetica. D’altronde il cliente che ci affida la sua auto e spende fior di quattrini è giusto che sia esigente, anzi intransigente. Noi, peraltro, siamo sicuri che gli ispettori dell’ASI, al momento di verificare la vettura, non potranno fare a meno di dare la valutazione più alta».

Giuseppe Tramontana aggiunge: «Ci tengo a precisare che il telaio della Mercedes-Benz 220 A è l’esempio tangibile di come noi lavoriamo. Si badi bene: lo stesso impegno, mio fratello ed io, lo mettiamo per qualunque tipo di auto da restaurare, fosse anche una più modesta Fiat Topolino».

A Giuseppe chiediamo se ha difficoltà a reperire i ricambi per motori e componenti meccanici e la sua risposta è precisa:

«Noi siamo in grado di trovare i ricambi, se ancora sono disponibili, di qualsiasi marca di vettura storica; in caso contrario siamo in contatto con aziende italiane in grado di costruire i ricambi di cui abbiamo bisogno, pertanto non ci sono problemi. Come può vedere, qui in officina ci sono motori, già ricostruiti, di Mercedes 300 SL roadster, 190 SL e 220 A, Jaguar XK 120, Austin Healey e Porsche 356. Ma l’elenco sarebbe ben più lungo a voler ricordare quelli ricostruiti negli ultimi anni. Lo stesso discorso vale per i cambi, i differenziali, le scatole dello sterzo e così via».

Al nostro colloquio assiste il fratello Rosario che ci porta a vedere l’interno di un’auto appena restaurata: «Guardi i sedili, sono stati completamente ristrutturati e il rivestimento in pelle ripropone le cuciture e le finiture come quelle originarie. Nulla è lasciato alla fantasia e al pressapochismo».

Per renderci conto dell’attività del C.R.S. abbiamo seguito la ricostruzione di una MG TD del 1953, una roadster a due posti con motore a quattro cilindri di 1250 cc alimentato da due carburatori SU ed erogante 57 CV a 5.500 giri. Come si può notare dalle foto allegate, la carrozzeria è stata completamente ricostruita prendendo a campione una MG TD pronta per essere consegnata al cliente.

Clicca sulle foto per ingrandirle ed entrare nella galleria fotografica

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Il telaio della MG portato a nudo.
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La MG TD tornata all’antico splendore.
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Si inizia a lavorare di mola in una pioggia di spettacolari scintille.
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Un martello, e dalle mani del battilastra risorge il capolavoro.
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Le misure devono essere precise al millesimo.
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Un ultimo controllo prima di mettere in moto.
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Si effettuano le regolazioni secondo le specifiche fornite un tempo dalla Casa.

ultimo aggiornamento: 25-02-2015

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