Il TFR ovvero il Trattamento di Fine Rapporto spetta ad ogni lavoratore dipendente ma cosa bisogna conoscere del TFR accantonato?

Trattamento di Fine Rapporto e Liquidità

Il trattamento di fine rapporto (TFR) è quella somma destinata a tutti i lavoratori dipendenti, ed elargita, alla conclusione del rapporto di lavoro.

Quando invece il lavoratore fa parte della categoria del Pubblico Impiego, a questo viene corrisposto il Tfs ovvero il Trattamento di fine servizio, paragonabile al TFR per tipologia.

Calcolo del Trattamento di Fine Rapporto

Per effettuare il calcolo del trattamento di fine rapporto bisogna sommare per ogni anno di TFR accantonato una quota pari e/o non superiore all’importo della retribuzione, dovuta per l’anno stesso, poi dalla somma che emerge occorre effettuare una divisione per il coefficiente 13,5.

L’importo del TFR è in termini percentuali del 7,41% ed è relativo alla retribuzione annua lorda. Si compone come segue:

– 6,91% accantonato per il dipendente

– 0,50% versato al “fondo di garanzia Inps”

– Totale: 7,41%

Ogni anno al 31 Dicembre gli importi vengono rivalutati dall’Indice Istat dei Prezzi al Consumo.

Tutti questi dati sono necessari e indispensabili per effettuare un giusto calcolo del Trattamento di Fine Rapporto.

A chi non spetta il Trattamento di Fine Rapporto

Visto che il Trattamento di Fine Rapporto sappiamo essere un diritto dei lavoratori dipendenti vanno elencate le categorie e i soggetti che non ne hanno diritto. Il TFR elargito dall’Inps non spetta a:

– Aziende esattoriali

– Aziende del gas

– Aziende dazio

– Aziende agricole, vale per gli operai a tempo determinato, impiegati e dirigenti

– Amministrazioni dello stato e parastato

– Regioni, province e comuni

– Ai giornalisti professionisti

Prescrizione del Trattamento di Fine Rapporto

Il TFR è un diritto per i lavoratori dipendenti e si prescrive in cinque anni secondo l’art. 2948, comma 5, c.c. e che partono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, se invece il Trattamento di Fine Rapporto viene riconosciuto da una Sentenza di condanna passata in giudicato viene in quel caso prescritto in dieci anni, secondo l’art. 2953 c.c.

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ultimo aggiornamento: 31-03-2017


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