Blitz della Guardia di Finanza contro i furbetti del cartellino a Palermo. Sono 28 le misure cautelari emesse dalla Procura.

PALERMO – Blitz della Guardia di Finanza contro i furbetti del cartellino a Palermo. Nelle prime ore di venerdì 9 luglio le Fiamme Gialle hanno eseguito 28 misure cautelari nei confronti delle persone coinvolte in questa indagine. Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, i dipendenti risultavano presenti al lavoro ma in realtà andavano a fare la spesa o a fare jogging.

Per otto di loro sono scattati gli arresti domiciliari. Tra le persone c’è anche una già indagata di mafia e i punti da chiarire su questa vicenda sono ancora diverse. Non è da escludere un ulteriore coinvolgimento di altre persone e presto ci saranno importante novità.

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La Guardia di Finanza: “Un contesto di anarchia amministrativa”

Il blitz della Guardia di Finanza è stato spiegato dal generale Nicola Quintavalle Cecere: “L’inchiesta rileva l’esistenza di un contesto di quasi assoluta anarchia amministrativa, in cui l’assenteismo era cronico oltre che estremamente diffuso all’interno della struttura pubblica cittadina […]“.

Alcuni degli indagati – ha continuato il generale – hanno costruito delle vere e proprie squadre di lavoratori assenteisti che provvedevano ad effettuare reciprocamente la timbratura dei badge dei propri compagni in modo di non far risultare i periodi di assenza di lavoro. Purtroppo registriamo ancora una volta la sistematica violazione dei principi di diligenza, lealtà e buona condotta che i pubblici dipendenti sono tenuti ad osservare“.

Guardia di Finanza
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In Abruzzo scoperta una frode all’Ue

Si tratta della seconda grande operazione in pochi giorni condotta dalla Guardia di Finanza in Italia. Solo nella giornata di giovedì 8 luglio le Fiamme Gialle avevano portato alla luce una frode alla Ue da 6,3 milioni di euro. Sono 60 le persone denunciate, mentre due sono finite in manette. Secondo una prima ricostruzione, gli indagati facevano un giro di fatturazioni di beni per operazioni inesistenti con l’obiettivo di evadere l’Iva.


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