Furbetti del cartellino in Calabria: la procura di Catanzaro indaga 57 amministrativi di Asp e ospedale

La procura di Catanzaro indaga su decine di dirigenti e dipendenti della sanità i quali, durante l’orario di lavoro, abbandonavano il posto in maniera illecita.

CATANZARO – La procura del capoluogo calabrese ha portato alla luce un vasto numero di casi di “furbetti del cartellino“. Nel mirino l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e l’ospedale “Pugliese-Ciaccio”.

L’indagine “Cartellino rosso” in Calabria

L’inchiesta, denominata “Cartellino rosso“, è stata diretta dal pm Domenico Assumma, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e del procuratore Nicola Gratteri. In totale, sono stati rilevati oltre 2.100 episodi di assenteismo, di ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro e di falsa attestazione della presenza, per un totale di circa 1.800 ore di servizio non effettuate.
Gli indagati sono accusati di truffa ai danni di un ente pubblico e di fraudolenta attestazione della presenza in servizio, che, sottolineano gli inquirenti, comporterebbe, tra l’altro, il licenziamento disciplinare senza preavviso per i responsabili delle condotte assenteistiche.

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Catanzaro, furbetti del cartellino in azione

Tra i comportamenti illeciti si andava dalla classica spesa al supermercato fino al gioco ai videopoker in attività commerciali. In tutto, i finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Catanzaro hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 57 tra dirigenti e dipendenti amministrativi.

I primi provvedimenti

Nel frattempo sono stati adottati i primi provvedimenti: un dirigente e sei dipendenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e otto lavoratori dell’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” sono stati interdetti dall’esercizio di un pubblico servizio, con durate variabili tra 3 mesi ed 1 anno.